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Ue, fallimento politiche coesione Nord-Sud. Istat: "Aumenta il divario"

In un rapporto curato dall'istituto nazionale di Statistica: "La politica di coesione e il Mezzogiorno. Vent'anni di mancata convergenza" emergono tutte le criticità italiane di questi ultimi 20 anni

Inserito da (Redazione Nazionale), martedì 13 giugno 2023 20:32:44

Il divario in Italia tra Nord - Sud aumenta e a dirlo è l'Istat: se nel corso degli ultimi cicli di programmazione, Polonia, Spagna, Italia e Romania sono gli Stati membri maggiormente coinvolti nelle politiche di coesione dell'Ue, solo l'Italia ha mantenuto sostanzialmente stabile il suo coinvolgimento in termini di popolazione (oltre 19 milioni di abitanti) e ha ampliato il numero di regioni coinvolte.

A dirlo è un rapporto dell'Istat in un focus dal titolo 'La politica di coesione e il Mezzogiorno. Vent'anni di mancata convergenza'.

Quindi Bruxelles con le sue politiche di coesione Nord - Sud mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle regioni: infatti, per gli ultimi tre cicli di programmazione della politica di coesione (2000-2006, 2007-2013 e 2014-2020) è possibile avere un quadro statistico pressoché completo e osservare, attraverso l'andamento del Pil pro capite a parità di potere di acquisto (ppa), se vi sono stati processi di convergenza fra le regioni e i territori degli Stati membri.

Tra il 2000 e il 2021 , osserva l'Istat, si è realizzato solo parzialmente un processo di avvicinamento, che ha interessato in particolare le regioni che partivano da livelli più bassi di reddito, quasi tutte appartenenti agli Stati membri dell'Europa orientale.

La mancata convergenza ha penalizzato soprattutto, l'Italia.

Non si è verificato il processo di convergenza delle regioni italiane classificate come 'meno sviluppate' (pressoché quasi tutto il mezzogiorno d'Italia ad eccezione dell'Abruzzo), che hanno continuato a crescere sempre molto meno della media dei Paesi dell'Ue27.

A soffrire però rimane l'intero sistema Paese Italia che si è contraddistinto per un processo di progressivo allontanamento dal dato medio europeo.

Nel 2000 spiega il rapporto Istat, erano ben 10 le regioni italiane fra le prime 50 per Pil pro capite in ppa e nessuna fra le ultime 50. Nel 2021 fra le prime 50 ne sono rimaste solo quattro (Provincia autonoma di Bolzano/Bozen, Lombardia, Provincia autonoma di Trento e Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste), mentre fra le ultime 50 ora se ne trovano ben quattro, senza contare il divario sempre crescente in termini di reddito.

Le recenti tendenze demografiche in atto in Italia, in particolare nel Mezzogiorno, fanno presupporre che invecchiamento e spopolamento possano in futuro contribuire ad ampliare i divari in termini di reddito con il resto d'Europa.

 

Fonte foto: Foto dichatst2daPixabay e Foto diStockSnapdaPixabay

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