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Senato, Santanché: "I lavoratori che vantano crediti saranno soddisfatti"

Attesissima l'informativa della ministra del Turismo in Aula a Palazzo Madama. Le opposizioni unite - Italia Viva a parte - per chiedere passo indietro. Movimento 5 Stelle e Pd per la mozione di sfiducia

Inserito da (Redazione Nazionale), mercoledì 5 luglio 2023 19:56:03

di Norman di Lieto

Era attesissima la ministra del Turismo, Daniela Santanché per il caso Report e l'inchiesta che la riguarda e che 'imbarazza' lo stesso governo Meloni: una difesa quella dell'imprenditrice e politica che non ha convinto le opposizioni che ne chiedono le dimissioni.

Solo Italia Viva si smarca da Azione e da Carlo Calenda che su Twitter aveva scritto:

"C'è una profonda differenza tra essere garantisti e sostenere che comportamenti gravemente inappropriati di un membro di governo debbano essere considerati irrilevanti fino a eventuale sentenza passata in giudicato. In tutte le democrazia liberali i membri di governo rispondono politicamente dei loro comportamenti, indipendentemente dalle vicende giudiziarie -prosegue Calenda-. Non abbiamo chiesto le dimissioni della Santanchè fino ad oggi. Abbiamo chiesto spiegazioni. Le spiegazioni date sono parziali, inesistenti o omissive. Ricordo che in questo caso si parla di mancato pagamento del Tfr, uso fraudolento della Cassa Integrazione, mancato pagamento di stipendi, mancata restituzione di fondi pubblici etc.

Alla luce di quanto accaduto oggi in Senato, la Ministra dovrebbe seriamente valutare di fare un passo indietro", conclude Calenda.

Arriva però la risposta a stretto giro di Scalfarotto di Italia Viva che mette nero su bianco con una nota il no del partito:

"Sempre garantisti, verificheremo le cose dette oggi in aula da Santanchè. Non seguiremo Calenda sulla linea grillina, del Fatto Quotidiano e di Report".

Ma andiamo con ordine: dopo l'inchiesta giornalistica di Report su lavoratori senza tfr, dipendenti chiamati a lavorare durante la cassa integrazione per Covid per le aziende facenti capo alla stessa Santanché, le opposizioni hanno chiesto alla ministra di riferire in Aula, ed oggi pomeriggio, la ministra del Turismo ha detto la 'sua' sulla vicenda.

La tanto attesa difesa della ministra del Turismo, oggi al Senato, ha visto una Daniela Santanchè giocare in difesa, provando a respingere le accuse specialmente sul fatto che non le fosse giunto alcun avviso di garanzia e mostrando il certificato dei suoi carichi pendenti.

Per il resto, le opposizioni da Movimento 5 Stelle ad Azione ne chiedono il passo indietro che la stessa Santanchè non sembra voler prendere in considerazione.

Stefano Patuanelli, capogruppo M5S Senato, aveva annunciato poco prima che la ministra del Turismo parlasse che ci sarebbero stati alcuni ex dipendenti della Santanché sulle tribune di Palazzo Madama.

Ecco alcuni dei passaggi dell'audizione della Santanchè in Senato, questo nello specifico per gli ex dipendenti che vantavano crediti non riscossi riguardo al proprio Tfr:

"Era perfettamente noto che gli stipendi e il tfr di Ki group ancora da corrispondere ai dipendenti era inerente al personale fuoriuscito dall'azienda nel corso dell'anno 2023 quando io già da tempo non avevo alcun ruolo. Tuttavia ho chiesto informazioni e posso comunicarvi che i lavoratori dipendenti della Ki group Srl verranno integralmente soddisfatti con riguardo a tutti i loro diritti di credito, lo potete verificare perché scritto nell'accordo di concordato".

Poi sulla liquidità perduta dalla ministra per far fronte agli impegni aziendali, in primis fiscali:

"Per risanare le imprese ho messo tutta la liquidità di cui disponevo per estinguere tutti i debiti, in primo luogo quelli fiscali, ma questo non lo dice nessuno pur essendo fatto ampiamente noto e riconosciuto, documentato".

Nel dibattito in Aula sull'informativa della Santanché uno degli interventi più apprezzati dalle opposizioni è stato quello del senatore delle Autonomie, Luigi Spagnoli, che ha evocato il tema del conflitto di interessi della ministra Daniela Santanchè, per le sue attività di imprenditrice nel settore del turismo.

"Qualcuno chiede le sue dimissioni dall'incarico, incarico che secondo noi non avrebbe dovuto assumere, trovandosi in una posizione di conflitto di interessi".

Giuseppe Conte in conferenza stampa nella sala Caduti di Nassirya a Palazzo Madama, a seguito dell'informativa del ministro del Turismo Daniela Santanchè ha invece dichiarato:

"Oggi la ministra in Parlamento si scherma dietro un ruolo assolutamente marginale sul piano formale nella società Ki Group. Però abbiamo sentito i dipendenti, ce n'erano anche altri, che hanno dichiarato che invece lei aveva ruoli operativi, partecipava periodicamente a riunioni, dava indicazioni e istruzioni e a loro appariva come la referente, la titolare della società. Quindi Santanchè avrebbe mentito in Parlamento, stando a quello che hanno riferito i dipendenti. E questo sarebbe molto grave. E sarebbe un ulteriore motivo che giustifica la richiesta di dimissioni- Abbiamo presentato al Senato la mozione di sfiducia, formalizzandola, perché l'intervento della Santanchè è risultato insoddisfacente. Parliamo non di verifiche giudiziarie, per quelle occorrerà tempo. Qui parliamo di responsabilità politica, etica pubblica. Per molto meno la Meloni ha chiesto dimissioni di altri ministri di altri governi. Adesso si assuma la responsabilità delle dimissioni della ministra Santanchè".

Poi la stoccata sul Reddito di Cittadinanza da sempre inviso a Fratelli d'Italia e alla stessa ministra che è stata sempre - a detta di Conte - "molto aggressiva nei confronti di chi è in estrema difficoltà, invitava il percettore di reddito di turno a vergognarsi perché il suo atteggiamento di voler percepire il reddito era diseducativo. Noi crediamo invece che sia diseducativa questa condotta imprenditoriale".

Intanto il Pd ha comunicato che, qualora la mozione di sfiducia alla ministra Santanché dovesse essere messa in calendario in Aula al Senato, sarebbe pronto ovviamente a votarla.

Queste le dichiarazioni della Segretaria, Schlein:

"Oggi abbiamo sentito le unghie di Santanchè sui vetri, mentre cercava di arrampicarsi difendendo l'indifendibile. Le sue dipendenti la smentiscono e rimane il fatto, denunciato da giorni dal Pd, che una ministra della Repubblica non possa avere un debito con lo Stato di 2,7 milioni, cosa che non è stata peraltro smentita durante l'intervento della ministra. L'intervento è servito solamente per attaccare frontalmente la libertà di stampa, fatto grave, e per attaccare le opposizioni con la solita dose di vittimismo, ma nel merito delle gravi contestazioni che le vengono fatte non abbiamo sentito risposte".
"Chiediamo quindi ai ministri Giorgetti, Calderoli, Urso - ha concluso Schlein -, per quanto di loro competenza, di riferire in aula per chiarire i contorni di questa gravissima vicenda. Il Pd continuerà a insistere"

 

Fonte foto: pagina Facebook Daniela Santanchè e pagina Facebook Giuseppe Conte

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