Tu sei qui: PoliticaBenzinai in sciopero: "Su di noi solo fango"
Inserito da (Redazione Nazionale), giovedì 12 gennaio 2023 18:29:02
di Norman di Lieto
Se da una parte il governo aveva chiesto massima allerta sui prezzi praticati dai benzinai per evitare pratiche scorrette nei confronti dei consumatori automobilisti, dall'altra è arrivata invece oggi la pronta risposta della categoria che ha proclamato 2 giorni di sciopero il 25 e 26 gennaio.
"Per porre fine a questa 'ondata di fango' contro una categoria di onesti lavoratori e cercare di ristabilire la verità, le associazioni dei gestori, unitariamente, hanno assunto la decisione di proclamare lo stato di agitazione della Categoria, su tutta la rete; di avviare una campagna di controinformazione sugli impianti e proclamare, per le giornate del 25 e 26 gennaio 2023, una prima azione di sciopero, con presidio sotto Montecitorio". Lo si legge in una nota Faib-Confesercenti, Fegica, Figisc-Confcommercio.
Il tema del mancato taglio delle accise agita il governo come scritto sul nostro portale che aveva evidenziato qualche 'crepa' nella maggioranza con Forza Italia che con Cattaneo che aveva sottolineato come a differenza di quanto sosteneva parte della maggioranza - Lega e Fratelli d'Italia - l'aumento dei prezzi non era dovuto alle presunte 'speculazioni' dei benzinai quanto al fatto che non fosse stata prorogata la decisione di tagliare le accise.
Sul tema 'scivoloso' delle presunte 'speculazioni' perpetrate dai benzinai agli automobilisti si sono fatte sentire le tre organizzazioni sindacali di categoria:
"Il Governo - si legge nella nota delle tre organizzazioni - aumenta il prezzo dei carburanti e scarica la responsabilità sui Gestori che diventano i destinatari di insulti ed improperi degli automobilisti esasperati. E' stata avviata contro la categoria una campagna mediatica vergognosa. Quindi è stato dichiarato lo stato di agitazione su tutta la rete e lo sciopero contro il comportamento del Governo. Si preannuncia un presidio sotto Montecitorio.
Vengono beatificati i trafficanti di illegalità che operano in evasione fiscale e contributiva e che sottraggono all'Erario oltre 13 miliardi di euro l'anno.
Per porre fine a questa "ondata di fango" contro una Categoria di onesti lavoratori e cercare di ristabilire la verità, le Associazioni dei Gestori, unitariamente, hanno assunto la decisione di proclamare lo stato di agitazione della Categoria, su tutta la rete; di avviare una campagna di controinformazione sugli impianti e proclamare, per le giornate del 25 e 26 gennaio 2023, una prima azione di sciopero, con presidio sotto Montecitorio.
L'impressione che la categoria ha tratto da questa vicenda è quella di un Esecutivo a caccia di risorse per coprire le proprie responsabilità politiche, senza avere neppure il coraggio di mettere la faccia sulle scelte operate e ben sapendo che l'Agenzia delle Dogane, il Mimit, e l'Agenzia delle Entrate hanno, già oggi, la conoscenza e la disponibilità di dati sul movimento, sui prezzi dei carburanti e sull'affidabilità delle comunicazioni giornaliere rese dalla categoria. E' un imbroglio mediatico al quale le organizzazioni di categoria intendono dare risposte con la mobilitazione dei gestori".
Fonte foto: Foto diIADE-MichokodaPixabay e Foto diPublicDomainPicturesdaPixabay
rank: 10318103
E alla fine il salario minimo così come lo voleva l'opposizione unita a 9€ lordi all'ora, di fatto, non c'è più. Dopo aver 'passato la palla' al Cnel che sostanzialmente ha bocciato la proposta, è arrivato oggi il via libera alla delega di 6 mesi al governo, con la bagarre alla Camera Pd-M5s, non si...
di Norman di Lieto Gli scenari del lavoro, cambiano sempre di più e all'interno del mondo occupazionale convivono realtà professionali anche agli antipodi: è quanto emerge dalle dichiarazioni del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione al Palazzo del Quirinale, del centenario...
di Norman di Lieto Washington continua a cambiare strategie politiche: dopo il 'change tone of voice' degli americani con Israele ora arriva al Congresso un'altra gatta da pelare: i fondi per aiutare l'Ucraina stanno per finire. Avevamo già scritto di come già a Bruxelles l'attenzione su Kiev stesse...
di Norman di Lieto I malumori sulla politica di Biden in Israele erano aumentati all'interno della stessa amministrazione già da qualche tempo, ora la Casa Bianca prova a cambiare il 'tono of voice' con Israele. E quello che lascia perplessi è la gestione da parte di Tel Aviv dell'attacco a Gaza, nato...
Abbiamo notato che stai usando uno strumento che blocca gli annunci pubblicitari.
La pubblicità ci permette di offrirti ogni giorno un servizio di qualità.
Per supportarci disattiva l'AdBlock che stai utilizzando.