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Reggio Emilia, la denuncia del detenuto picchiato: "Temo posso capitare ancora"

Il detenuto di 43 anni pestato dagli agenti di polizia penitenziaria ha presentato querela alla procura della città emiliana

Inserito da (Redazione Nazionale), domenica 11 febbraio 2024 11:51:52

Un video choc che aveva fatto emergere le violenze da parte degli agenti di polizia penitenziaria nei confronti di un detenuto nel carcere di Reggio Emilia lo scorso 3 aprile del 2023.

Saranno avviate ispezioni per verificare e capire - allo stesso tempo - quali siano le condizioni di detenzione nei bracci e in quelle celle, per eliminare qualsiasi dubbio su eventuali altri casi, anche futuri.

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio aveva dichiarato dopo la diffusione di quelle immagini:

"Provo sdegno e dolore, sono immagini indegne per uno Stato democratico. L'amministrazione penitenziaria tutta è la prima ad auspicare che si faccia luce fino in fondo sulla vicenda: siamo impegnati a garantire la legalità in ogni angolo di ogni istituto".

E il ministro dell'Interno Piantedosi aggiunge:

"Non sono cose accettabili. Ogni volta che una persona è ristretta, sotto la vigilanza di organi dello Stato, deve essere assicurata la dignità della persona in modo duplice rispetto alle normali condizioni".

Anche la senatrice Ilaria Cucchi, che ha visitato l'istituto la scorsa primavera, proprio a seguito della segnalazione di quel caso, ha detto la sua:

"Lì ci sono diverse criticità, durante la mia ispezione ho trovato detenuti in condizioni disumane: alcuni con i propri escrementi nella stessa cella. Il problema in genere riguarda i nuovi arrivi, quelli maggiormente esposti anche al rischio di suicidio".

Il detenuto picchiato è convinto di aver subito un'ingiustizia e così ha sporto querela alla Procura di Reggio Emilia con l'udienza preliminare che è fissata per il 14 marzo.

"E' stato un lungo momento di terrore puro, in cui ho pensato che non avrebbero mai smesso", ha raccontato il tunisino nella denuncia, assistito dall'avvocato Luca Sebastiani.

"Ho esposto al mio avvocato - ha proseguito - la mia ferma volontà di denunciare l'accaduto, perché come io sto pagando per gli errori che ho fatto, è giusto che chi mi ha picchiato, approfittando del mio stato detentivo e della circostanza che fossi ammanettato e in minoranza, risponda legalmente di ciò che ha fatto. Sono consapevole dei rischi che posso correre denunciando tutto questo proprio mentre sono nello stesso carcere, ma non è giusto quello che è successo".

"Devo ammettere - ha concluso, come tirando le somme di quello che ha ricostruito - nonostante credo sia giusto denunciare quello che è successo, ho molta paura che possa succedere ancora, anche perché quello che è successo quel giorno e quello che ho provato non lo dimenticherò mai. In queste notti non riesco a dormire perché ripenso a quanta paura ho avuto di morire e a tutta quella forza e violenza che è stata usata nei miei confronti mentre ero a terra e ammanettato".

Sulla situazioni delle carceri italiane sono intervenuti i penalisti italiani, con il segretario dell'Unione delle Camere penali italiane, Rinaldo Romanelli che, intervenendo all'inaugurazione dell'anno giudiziario degli avvocati penalisti, ha dichiarato:

"Richiamiamo con forza la necessità di un provvedimento di amnistia e indulto, questa è la nostra posizione.

E' una vergogna che la politica non abbia il coraggio di assumersi la sua responsabilità e lasci le persone in carcere a morire o nella migliore delle ipotesi a subire trattamenti che sono inumani. La scelta di mantenere i detenuti in una condizione inumana è una scelta illegittima e noi non la possiamo accettare e non possiamo sentirci raccontare che le soluzioni sono l'edificazione di nuove carceri".

 

FONTE FOTO: pagina FB Associazione Antigone e Foto diIchigo121212daPixabay

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