Tu sei qui: AttualitàIran, impiccato un altro giovane manifestante
Inserito da (Redazione Nazionale), lunedì 12 dicembre 2022 21:36:25
Non sembra aver fine l'orrore in Iran: un'altra esecuzione brutale è stata perpetrata ai danni di un altro manifestante contro il regime
Il corpo di Majidreza Rahnavard è rimasto appeso per le strade di Mashhad, la città dove era nato e cresciuto: il ragazzo di 23 anni era stato arrestato circa tre settimane fa, durante le dimostrazioni anti governative che sono in corso in Iran.
Majidreza Rahnavard invece è stato condannato per avere ucciso due paramilitari Basiji durante le dimostrazioni: la famiglia ha appreso invece che la condanna era stata eseguita questa mattina alle 7 ricevendo una telefonata: "Andate al cimitero per trovare vostro figlio sepolto".
Per il direttore di 'Iran Human Rights', ong con sede ad Oslo, Mahmood Amiry-Moghaddam il ragazzo è stato "condannato a morte per una confessione forzata, dopo un processo spettacolo altamente ingiusto".
Intanto proprio nel giorno della seconda esecuzione, appare sulla scena anche il principe Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià di Persia che ha invitato le élite politiche del Paese:
"A rovesciare la Repubblica islamica. Fermare la macchina delle uccisioni e delle esecuzioni della Repubblica islamica è possibile solo abbattendo questo regime anti-iraniano e disumano. Ancora una volta invito le élite politiche del Paese (quelle che aderiscono all'integrità territoriale, alla democrazia laica e al diritto del popolo a determinare la forma del sistema politico attraverso libere elezioni dell'Iran) a lavorare insieme per rovesciare la Repubblica islamica e mettere il Paese di nuovo sulla via del progresso e della civiltà".
Sempre nella giornata di oggi, una premiazione molto più che simbolica arriva che ha visto come destinataria Nargès Mohammadi, una giornalista e attivista iraniana, e' stata insignita del Premio Coraggio dall'ong Reporters sans frontières.
"Sistematicamente imprigionata negli ultimi 12 anni, Nargès Mohammadi continua a riferire sulla terribile situazione delle persone in carcere, soprattutto donne", si legge nella motivazione.
L'organizzazione Reporters sans frontières assegna il premio ogni anno a persone considerate straordinarie e che usano il giornalismo per contribuire alla democrazia e ai diritti umani.
Fonte foto: Commons Wikimedia e Foto diShima AbedinzadedaPixabay
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