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Per “Il San Pietro di Positano” il caffè è un’emozione firmata Giamaica Afribon

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A volte la vita e le circostanze ci portano in luoghi che mai avremmo pensato nostri, in cui basta un caffè per sentirsi immediatamente a casa…

Ed è quello che è successo a noi durante il periodo di lockdown, quando, con tutti i bar e i ristoranti chiusi, l’unica macchina da caffè in attività era la Faema Ariete E61 con caldaie in rame costruita nel 1972, gelosamente custodita tra le mura di uno degli alberghi più affascinanti al mondo: il San Pietro di Positano.

Alessandro Cammarano

Gli ospiti che soggiornano nell’elegante struttura positanese, coccolati da uno staff premuroso e professionale, hanno il piacere di poter gustare uno dei caffè più buoni al mondo, il Giamaica Afribon.

L’artista che ha introdotto al San Pietro questo caffè fu proprio Gianni Frasi, prematuramente scomparso nel dicembre del 2018, amico della famiglia Cinque che oggi gestisce il prestigioso albergo, indiscusso cultore dell’eccellenza e ambasciatore del grande caffè italiano.

Sul tagliandino che accompagna ogni singolo caffè campeggia la scritta Giamaica Afribon “definitivamente superiore” mentre sul retro troviamo una breve descrizione: “Torna al Mondo la miscela di arabica naturali d’Africa che Giovanni Erbisti (zio di Gianni Frasi, ndr), nel 1953, chiamò Afribon. Questo caffè cremoso estremo, facile, si spiega con la sua definizione agglutinante: Afribon appunto.

i chicchi tostati Guatemala “Afribon”

I chicchi di caffè verdi vengono selezionati direttamente nelle piantagioni per poi essere spediti a Verona, dove vengono esaminati per identificarne tutte le caratteristiche e, successivamente, avviati al delicato processo di tostatura a fuoco diretto. «Un processo – ci spiega Vito Cinqueche avviene nell’unica caldaia di torrefazione, Vittoria, ancora funzionante dal dopoguerra.»

Assaggiare questo caffè ha assunto poi un valore simbolico quando, in completa astinenza da oro nero, abbiamo avuto modo di condividere l’esperienza con giornalisti italiani e internazionali, arrivati come noi al San Pietro per documentare il particolare momento storico vissuto in uno degli angoli più belli del pianeta.

Vito Cinque alla Faema Ariete E61 del 1972

Aromi ed emozioni che oggi, tornati appositamente, abbiamo ritrovato, con l’onore di avere alla macchina del caffè proprio il Sig. Cinque.

Il primo caffè del mattino

«Tutte le mattine prendo qui il mio primo caffè – ci rivela Vito, mentre osserviamo il panorama mozzafiato su Positano – un punto strategico da cui osservare non solo la bellezza della mia terra ma anche eventuali esigenze del personale e/o criticità.»

Vito Cinque è l’anima operativa della proprietà, di questo albergo segue ogni singola sfaccettatura, conosce ogni più intimo segreto e sul caffè non ha dubbi: «Guatemala Afribon è per me il miglior caffè al mondo. Gustato amaro, regala immediatamente una sensazione di benessere, non brucia le papille gustative e, anche bevendone più di uno, lascia sempre un buon sapore in bocca.»

Il caffè servito in terrazza al San Pietro di Positano

E noi lo abbiamo preso in parola. Dopo aver assaporato con lui il primo caffè, a distanza di poche decine di minuti, ne abbiamo preso un altro, seduti questa volta comodamente in terrazza, immaginando per qualche istante di essere dei facoltosi clienti.

Il San Pietro di Positano, Caffè Guatemale Afribon

La scenografia di bellezza impareggiabile, rende questo caffè, in assoluto tra i migliori al mondo, un’esperienza unica e “ripetibile”, almeno ogni qual volta si ha la possibilità di raggiungere la Costiera Amalfitana.

Contatti:

Il San Pietro di Positano
www.ilsanpietro.com

 

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