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La ristorazione ligure: un patrimonio da riscoprire e tutelare

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Le TavoleDOC della Liguria, riunite nell’iniziativa editoriale coordinata da Mediavalue, fanno sentire la propria voce sul tema della qualità della ristorazione nella loro regione di appartenenza.
Placatosi il fermento autunnale che agita il mondo dei media e della critica gastronomica alle prese con l’uscita delle Guide e relativi verdetti, i ristoratori liguri ritengono opportuno stilare un bilancio e rimarcare quanto la loro offerta culinaria sia ricca e variegata, partendo dalla grande tradizione del territorio per arrivare alla moderna interpretazione della cucina contemporanea. Sempre, qualsiasi sia il modello, realizzata con grande impegno puntando senza indugi sulla qualità della proposta. Accade da anni ma ancora una volta ci preme rimarcare quanto gli sforzi profusi non vengano percepiti e premiati dagli addetti ai lavori.
Forse perché la Liguria è conosciuta solo per la sua vocazione turistica “comoda” rispetto alle grandi città del nord Italia?  Forse perché continua ad essere considerata statica nello sviluppo dell’ospitalità e della qualità della tavola? Non è più così: le TavoleDOC lo stanno a dimostrare ed invitano i professionisti del settore a prenderne atto.

Da Ponente a Levante, per un totale di 32 insegne e con altre pronte ad aggiungersi, il mosaico TavoleDOC 2020 invita tutti gli appassionati gourmet dal 15 marzo al 15 aprile e dal 1 al 31 ottobre, ad assaggiare i menu stagionali completi alle fasce di prezzo prefissate: 35, 50 o 70 euro. Un progetto nato solo da un anno ma già divenuto popolare tra i foodie di ogni età ed in particolare tra i più giovani,  allettati dal costo smart senza sorprese ma sempre di qualità del pranzo o della cena.

Mario Cucci di Mediavalue esprime il pensiero di TavoleDOC: “siamo convinti che la Liguria esprima a pieno due dei tratti identificativi della ristorazione italiana: qualità e segmentazione. La regione dà vita ad un’esplosione di piccole e grandi realtà legate sì alla cultura contadina e marinara, ma sempre più aperte a un universo di conoscenza, sperimentazione e innovazione ben più ampio. Tanta ricchezza e un tale impegno trovano un timido riscontro nelle pagine delle Guide di settore: basti pensare che delle 374 stelle totali assegnate nel 2020 solo 6 risiedono in Liguria, mentre altre realtà sono giudicate meritevoli di menzione perché propongono una piacevole esperienza gastronomica.

Riconoscere e promuovere le tavole di qualità in Liguria aiuterebbe anche a rimarginare più in fretta la ferita che ha segnato la città di Genova e l’intera area geografica dopo il crollo del ponte Morandi. L’alta cucina affonda le sue radici nella comunità e dialoga con il mondo esterno: anche con questo ideale si sostiene il progetto TavoleDOC, in Liguria e nelle altre regioni italiane che stanno per abbracciare questo format.

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