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Ingurtosu: un angolo di Sardegna

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Ingurtosu: un angolo di Sardegna Il CASTELLO ph ELE
Ingurtosu: un angolo di Sardegna Il CASTELLO ph ELE

C’è un luogo in Sardegna sospeso tra tempo e spazio, un angolo di nord Europa a pochi chilometri dal primo deserto d’Europa: le dune di Piscinas. Si tratta di un insediamento ormai disabitato, sono infatti 11 i cittadini che vi risiedono, è una frazione di Arbus, nel MedioCampidano, è Ingurtosu, un nome che per i più non significa nulla.

Ingurtosu: quando le miniere di Sardegna erano vita

Ingurtosu oggi è un luogo senza tempo e fuori dal contesto. Qui sino agli anni sessanta abitavano migliaia di persone. Secondo alcuni dati proprio sino a 50 anni fa almeno 5mila erano residenti. In realtà i dati non sono chiari: infatti oltre ai residenti vi soggiornavano lavoratori temporanei e stagionali del contesto minerario. Impossibile conoscere i numeri di un comparto così particolare come quello che vede gli uomini lavorare nel ventre duro del Pianeta.

Ingurtosu in realtà è il centro direzionale di GennaMari, il complesso minerario di cui faceva parte Montevecchio (ve ne racconterò in un altro articolo) e da cui per anni piombo, zinco ed argento sono stati estratti. Come tutta l’area minerale la sua fondazione è databile 1855 ed è di quel periodo la maggior parte delle costruzioni ancora presenti.

Il Castello: architettura tedesca in Sardegna

Un luogo incantato che lascia un segno indelebile nella memoria di chiunque. A Ingurtosu di trova l’unico esempio di castello neomedievale tedesco fuori contesto. Siamo a due passi dal mare, dalle spiagge di Arbus e da Piscinas eppure la costruzione del Castello lascia senza fiato Situato in  in posizione dominante rispetto al resto del complesso, che comprende abitazioni di impiegati, la chiesa, lo spaccio, la posta, l’ospedale ed il cimitero. Una cittadina in un luogo che sembra entrare nelle viscere della terra.

Se ci si ferma un attimo sembra ancora di sentire le sirene del cambio turno, quelle degli allarmi, il rumore dei sassi e delle carrucole, le voci delle donne nelle laverie ed i giochi di bimbi. Siamo invece in un museo a cielo aperto, all’interno di un villaggio monumentale, in uno spazio di rara archeologia industriale mineraria. Siamo all’interno del  Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna inserito nella rete GEO-PARKS dell’Unesco.

La storia

Era l’anno 1853 quando due commercianti, Luigi e Marco Calvo, creano la Società Mineralogica di Gennemari  ottenendo i permessi per attività di ricerca nell’area di Ingurtosu e Gennamari. Per due anni la società è italiana ma nel 1855 la società viene acquistata dalla Società Civile delle Miniere di Gennemari e Ingurtosu di proprietà francese. La storia cambia: Ingurtosu inizia ad essere vissuto e, nel 1899 arriva il  passaggio della proprietà delle Miniere alla società inglese Pertusola Limited, nuove ricerche interessano l’area e si scopre il  filone Brassey.

Pertusola Limited investe in importante numero di capitali e si vede: il centro si sviluppa, i residenti aumentano.

Oggi tutto è come un tempo: ruderi sostituiscono case e persino costruzioni multipiano. Una rarità per l’Isola.

Un luogo tutto da scoprire nel prossimo viaggio in Sardegna.

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