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Gatti e social network: il cortocircuito a Lecce

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Animali strumentalizzati sui social a Lecce: la posizione riportata allo “Sportello dei Diritti” della proprietaria di un gatto citato anche in un articolo di stampa diventato un “caso” nelle scorse ore

 

Questa mattina la proprietaria del gatto ormai divenuto famoso sui social ed anche su un articolo del “Nuovo Quotidiano di Puglia” al seguente link, si è rivolta allo “Sportello dei Diritti” per chiarire la propria posizione, in quanto si è sentita strumentalizzata da alcuni che hanno utilizzato il web per raccontare una vicenda che lei stessa, in quanto proprietaria, descrive lontana anni luce dalla realtà. In effetti, tutto nasce dallo pseudoritrovamento di un felino nei parcheggi del Supermercato “SuperMac” di via del Mare, antistante l’abitazione della signora. In realtà, il gatto in questione nato e cresciuto in tale contesto, vive abitualmente tra casa e gli spazi liberi e purtroppo da un po’ di tempo viene ripetutamente preso, caricato in macchina e “postato” con foto annessa su Facebook sul gruppo “Animali Smarriti e Ritrovati – Adozioni Cani e gatti in provincia di Lecce” che conta oltre 23mila iscritti. La proprietaria ha, quindi, sin subito chiarito in ogni occasione di “pseudoritrovamento”, non solo a rivendicarne la proprietà, ma anche a descrivere le abitudini della gatta. Nonostante ciò, ogni occasione è stata propizia per scatenare polemiche ma anche attacchi personali per i quali la signora interessata sta valutando di presentare una denuncia querela presso l’Autorità Giudiziaria competente. Purtroppo, né l’articolo citato né quanto alcuni hanno commentato corrisponde, quindi, a quanto accaduto alla signora e proprio per tali ragioni la stessa sta decidendo di tutelare la propria onorabilità. Il caso in questione, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti”, solleva però il tappetino su di un tema ancora più importante e che riguarda il recupero di animali all’interno del territorio comunale leccese, per il quale, troppo spesso, dietro la spinta di sentimenti animalisti, s’improvvisano persone che non hanno conoscenze giuridiche e tecniche per procedere al recupero qualificato degli animali apparentemente liberi, con ciò discreditando e a volte strumentalizzando, come riporta la polemica scatenata sui social, anche l’attività di coloro che sono preposti in tal senso e ai quali la proprietaria si era rivolta fin da subito per chiarire la sua posizione e ringraziarli del sostegno ricevuto anche in relazione agli attacchi subiti fisicamente e su Facebook.

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