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La buona scuola ed i suoi effetti collaterali

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La buona scuola elementare

di Farida Criseo

Questa storia ha per protagonista un bambino di 6 anni che, per la prima volta, varca il cancello di una scuola elementare. La prima, indimenticabile, classe della scuola elementare. Il primo giorno di scuola lo accoglie, sorridente, una maestra d’esperienza, con ancora l’entusiasmo per un mestiere che, probabilmente, non durerà il tempo obbligatorio per quel bambino, un po’ meno, tanto meno.

I genitori non lo sanno bene, c’è chi dice due, chi, tre anni. E non lo sa bene nemmeno il bambino. La dirigente, si, lei lo sa. Comincia la scuola, la buona scuola, i bimbi arrivano con le loro cartelle, si fa l’accoglienza, ma l’insegnante, quella di matematica, non c’è. Compare il giorno dopo il primo giorno di scuola, del primo anno di scuola elementare. Viene da lontano, ha sempre fretta, corre su e giù a rincorrere treni. Si ammala. Il bambino, assieme ai suoi compagni, “viene diviso”, ora nella classe del fratello maggiore, ora nella seconda elementare, dove ritrova alcuni amici della materna, fa amicizia con i bambini della terza elementare, poi, con quelli della quarta. Passa il tempo, la maestra d’esperienza e di impeto, pretende che qualcuno arrivi nella classe dei bambini transumanti.

Arriva una maestra con un bel sorriso, ha un nome spagnoleggiante ed un accento che tradisce appartenenza ad un’altra regione. Ma non ha fretta, non deve rincorrere treni. I genitori si presentano, chiedono: “ma i numeri? le operazioni?”. Lei sorride. “Non so quanto potrò restare, sono un’avente diritto e sulla mia testa incombono gli insegnanti che il ministero sta immettendo in ruolo”. I genitori non capiscono, ma cominciano a sperare che la maestra con il nome spagnoleggiante, possa rimanere. Ma il destino si accanisce. La maestra d’esperienza viene chiamata per un intervento programmato. Questo evento coincide con una nuova transumanza. Giorni in cui il bambino, il primo mese della prima elementare, continua a fare amicizia con tutti i bambini di tutte le classi della sua scuola.

La scuola diventa sempre meno sua e i bambini transumanti cominciano a pensare che era meglio prima: alla materna, dai nonni, chiusi in casa a guardare i cartoni. Ma che il primo giorno, il primo mese, del primo anno di scuola elementare porterà il ricordo di un corridoio in cui venivano “divisi”. Qualcuno, poi, dirà loro che tutto quello successo nel primo mese, del primo anno di scuola elementare, la loro transumanza, insomma, si chiamava: la “buona scuola“.

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