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M5S: NEMICO PUBBLICO NUMERO UNO!

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Virginia Raggi, Sindaco di Roma

giovannicaianiellodi Giovanni Caianiello
Da tempo le tv ed i giornali, all’unisono, ci informano costantemente e con la dovuta dovizia di particolari sulle importantissime telenovela  giornaliere da studio televisivo, dei Cinque Stelle. I lettori e spettatori di Aosta e quelli di Lampedusa ne sono entusiasti, ormai per loro, come per quelli di Trento, Oristano, S. Eufemia d’Aspromonte e di San Marco in Lamis sul Gargano, le prime pagine dedicate quotidianamente, quasi interamente alle amministrazioni di Torino, Livorno, Parma, Roma e persino Bagheria, un centro della provincia di Palermo che prima dell’ultima elezione comunale pochi conoscevano oltre lo stretto, sono un appuntamento fisso, atteso ed irrinunciabile. Mentre dai telegiornali, dopo appena quindici giorni, per questione di spazio, sparisce persino il terremoto, che non fa più notizia. Ormai è successo, inutile parlarne ancora dei morti ancora sotto le macerie e matriciana.

In questo paese, ci sono ben 7.998 comuni guidati da Sindaci, Giunte e Commissari straordinari, 298 dei quali ad oggi, sciolti per infiltrazioni mafiose. Sindaci, assessori e consiglieri indagati, rinviati a giudizio, arrestati e condannati. Insomma, cose ordinarie viste e riviste con una frequenza ossessiva e fastidiosa, senza alcun interesse per le nostre fonti di informazione ed anche per i cittadini, tanto è vero che non ne parlano, specialmente se rappresentanti di partiti. Quando invece arrestano dei mafiosi, arriva puntualissimo l’applauso dei politici in primis e poi di tutta l’informazione, al contrario però, quando arrestano i politici, chi commenta è automaticamente fazioso. Infatti, è per questo che coscienziosamente tv e giornali glissano su queste notizie. Perché correre il rischio di essere tacciati di invadenza o di faziosità ingiustificata?
Invece, il bravissimo giornalista di turno del telegiornale, ogni sera, ci informa con una puntualità svizzera sull’ avvenimento più in voga del momento, e non importa se la notizia è sempre la stessa da giorni, il suo volenteroso impegno nel riproporcela è quasi commovente, lo si capisce dall’enfasi e dalla soddisfazione che gli si legge in volto nel presentarla, proprio come per le meritate ed immancabili lodi quotidiane al nostro Capo del governo e giustamente anche al partito di maggioranza. Tanto più che tra di essa, ci sono così tante brave persone che si sacrificano tanto, al punto tale che fanno politica persino in due partiti e qualche volta anche di più.
Ma Roma è Roma, se non fosse altro, perché per la prima volta nella storia della città, il sindaco è una donna e merita tanta attenzione. In fondo, è un caso storico e cittadini, come quelli di Praia a Mare e Monte Belluna, aspettano con ansia di ricevere notizie quotidiane sulla giunta romana.

L’elezione di questa sindaca, ricorda per certi versi quella del primo sindaco di colore americano, David Dinkins nel 1990. In quella occasione si dimise in blocco circa l’ottanta per cento dei poliziotti bianchi, perché per loro il colore nero non portava bene. Alla giunta fu resa la vita impossibile, persino il ricorso alle minacce personali era all’ordine del giorno. Persero molti pezzi per strada, ma alla fine resistettero e governarono rinnovando la città. La Raggi non è nera ma è donna e certo, se appartenesse ad un partito tradizionale transeat, ma come superare l’incolmabile colpa di appartenere ad un Movimento, che nel suo programma prevede l’abolizione dei vitalizi d’oro, il dimezzamento degli stipendi dei deputati, il vincolo di mandato per i politici ed il loro orario di lavoro dal Lunedì al Venerdì, ma cosa gravissima, la cancellazione dei finanziamenti pubblici ai partiti e cosa assolutamente indigeribile quelli all’editoria. Ma ci pensiamo cosa succederebbe se i giornali fossero costretti a basare i propri guadagni, unicamente sulla vendita dei quotidiani ed alla ricerca spasmodica della notizia più nuova e veritiera?
Idee così strampalate non si erano mai sentite, ma siamo sicuri che è proprio questo che vogliono i cittadini? D’accordo, la democrazia tende ad appiattire i ruoli, ma diciamo la verità, vedere un “Onorevole” deputato della Repubblica” andare in giro senza le decine auto ed uomini di scorta, senza auto blu di grossa cilindrata e magari senza giacca cravatta o privilegi, non ci suona un pò come una lesa maestà forse? “La casta è casta e va si rispettata”, diceva il grande Antonio De Curtis, “ma voi perdeste il senso e la misura…” solo in questo caso, che la misura l’hanno persa gli irrispettosi intrusi pentastellati, che neppure accettano di essere chiamati onorevoli e si comportano come cittadini qualunque.

Di Battista per esempio, questa estate l’ha trascorsa a bordo di un motorino comprato con i suoi soldi, facendo comizi in giro per le piazze italiane, tra migliaia di spettatori divertiti, dall’applauso facile non richiesto e con la presenza di appena due Carabinieri per volta, che se ne stavano persino in disparte. Tutt’altra cosa invece le riunioni della Festa dell’Unità, che al contrario non si tenevano volgarmente in piazza, ma sotto appositi ed organizzati tendoni o hall di alberghi, si, con la partecipazione di pochissime persone, ma tutti animati da raffinati pensieri liberali e volenteroso entusiasmo di arrivare.

Ma le notizie sulla Sindaca di Roma, che in ben due mesi di governo della città, non ha ancora risolto un bel niente sono tra quelle che tutta Italia, ansiosamente si attende, infatti ce le raccontano. A parte l’aver tolto dalla strada l’immondizia e licenziato un pò di consulenti privati, recuperando appena novanta milioni di euro in sessanta giorni, ha costretto alle dimissioni il suo capo di gabinetto, per eccesso di trasparenza, in nome della quale, è andata a chiedere un parere sull’assunzione della Raineri a Cantone! Ma cosa si aspettava che Cantone, che ha la foto di Renzi sul comodino del letto, come ringraziamento per averlo nominato, gli rispondesse diversamente? Un pò come chiedere all’arbitro scelto dalla squadra avversaria se il proprio goal era regolare.

Per fare politica, come ci hanno sempre insegnato i nostri partiti d’esperienza , servono altre qualità, non certo l’ingenuità, la trasparenza, o comportamenti di onestà, la cui ostentazione risulta altamente offensiva, non solo nei riguardi della maggioranza dei politici, ma come è risaputo, anche in molti cittadini, abituati scioccarsi meno per gli inganni che per l’integrità dei propri rappresentanti. Alcune persone infatti, pensano che l’onestà sia sempre la tattica migliore per stare e sentirsi meglio con se stessi, mentre al contrario, è l’impressione di onestà che vale cento volte tanto, i politici sono maestri in questo. Ma in questo, sono bravi anche i tanti che sui social come facebook e sui blog, per incarico part time ben retribuito o perché il pelo nell’occhio dell’altro è più fastidioso della trave nel proprio, difendono chi da decenni fa “buona” politica, e scrivono parole di odio sugli avversari.

Ma Grillo, nel frattempo, fa sapere di essere “leggermente euforico” per gli attacchi a reti unificate delle tv e dei giornali contro il M5S, e che la reazione alla elezione della sindaca Raggi, da parte del sistema “ è una cosa bellissima” una cosa soft, “Più il sistema reagisce contro di noi e più abbiamo ragione”. Ha affermato che si aspettava molto di più, magari di ricevere un avviso di garanzia, una “accusa di essere gay” , “chili di eroina nella macchina o altro…”, ed invece, solo piccole maldicenze. Magari qualcuno non ci aveva pensato e ora raccoglie il suggerimento. L’ha presa bene quindi, oppure ha ragione? Questo lo vedremo prossimamente, nella alla prossima telenovelas contro il M5S, nemico pubblico numero uno dei partiti.

Nel frattempo, nessuno si meravigli se il caso della segretaria generale del Comune di Milano Antonella Petrocelli, nominata dal neo sindaco Sala del PD, che è dimessa dall’incarico perché rinviata a giudizio, di gran lunga ben più grave di quello romano, non suscita nessun interesse e non riscuote successo nei Tg e sui giornali, ma si sa, la programmazione degli spettacoli non è stilata dagli spettatori, ma dagli editori. E poi, siamo sicuri che le notizie che interessano gli altri le vogliamo veramente conoscere?

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