Home Arte e Cultura Giuseppe Liuccio, Minori città di gusto e di cultura in Costa d’Amalfi

Giuseppe Liuccio, Minori città di gusto e di cultura in Costa d’Amalfi

1967
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Minori - Costiera Amalfitana

Anche quest’anno, ad agosto, come da tradizione, ho trascorso parte delle mie vacanze a Minori. L’ho trovata più bella ed accogliente, curata anche nei particolari dell’arredo urbano e nella cura del verde. Fa onore al logo, “città fiorita”. Il  breve ed accogliente arenile è  ordinato, poco chiassoso, pulito: merito fuori dubbio degli operatori del settore che dimostrano professionalità ed efficienza, e migliorano l’offerta consapevoli, come sono, che il futuro della cittadina è nella promozione del turismo di qualità. Ho trascorso serate gradevoli  al Largo Solaio del Pastaio, alla Villa Marittima Romana, al Pontile e sul Lungomare, dove, a parte qualche nota sguaiata da fiera di paese, ribattezzata per eccesso di retorica “evento culturale”, tutto  si  è svolto con eleganza e gusto come nella migliore tradizione della città che da anni si fregia del titolo di “città del gusto” che si diede con orgoglio molti anni fa in una seduta del Consiglio Comunale pubblico e solenne tenuto nella sacralità della cornice prestigiosa della Basilica di Santa Trofimena, alla presenza del Premio Nobel per la poesia, DEREK WOLKOTT  al quale in quella stessa occasione fu data la cittadinanza onoraria. A vacanza finita me ne sono tornato sostanzialmente soddisfatto ed ho lanciato, come faccio sempre, uno sguardo d’amore al grappolo di case che scivolano a mare visto dalla curva delle Torricelle nella gloria della luce e mi sono ripromesso di tornare a breve. L’impegno era per questo weekend, quando, come da tradizione, impazza il Gustaminori. Purtroppo, per tutta una serie di motivi, primo fra tutti l’età avanzata con tutti i problemi connessi, quell’impegno non posso mantenerlo e mi dispiace molto. Sarò presente con il cuore, l’anima ed i pensieri anche per onorare una manifestazione alla quale per anni ho dato il meglio, nel segno dell’amore della e per la cultura, di tutte le mie forze fisiche  e mentali. E, nel segno del ricordo, recupero schegge delle tante cose che ho scritto a più riprese sul tema.

Minori il lungomare usato come teatro a cielo aperto
Minori il lungomare usato come teatro a cielo aperto

Minori ha radici antiche e nobili. E’ una covata di case a forma di cometa con la coda ad illuminare la vallata verde fin lassù alle prime propaggini del Chiunzi e la stella a raggiera all’abbraccio del mare con l’apertura ariosa ad anfiteatro all’azzardo delle colline. Le facciate delle chiese sono quinte armoniose al salotto delle piazze. I campanili colorati inseguono cuspidi di cielo a filo di croce.

E’ bella e ridente nella breve rada, con il mare che dilava sciabole di scogli o carezza anfratti e, se si rabbuffa, minaccia intrusioni alle finestre delle case a picco da Torre Paradiso.

Con Daniele Milano, Antonio Porpora e Pietro Quirino
Con Daniele Milano, Antonio Porpora e Pietro Quirino

Qui venne a svernare l’antica nobiltà romana ricca di titoli e sesterzi. Lo dimostra la bella Villa marittima, organizzata su due piani, curata con affreschi e mosaici, attrezzata con strutture termali, ninfeo, piscina, peristilio e viridarium: un vero gioiello di archeologia che attende un recupero integrale per essere immessa nel circuito dell’offerta del turismo culturale.

Minori si è ritagliato, con intelligenza e lungimiranza, un suo spazio nel panorama del turismo della Costa d’Amalfi, puntando sulla gastronomia. Il “Gusta Minori” è entrato di diritto nel novero delle manifestazioni nazionali che fanno tendenza nel settore e quello di Settembre è un appuntamento griffato nelle guide patinate dei tour-operators.

Minori si è dato, con motivato e legittimo orgoglio, progetti  ambiziosi.  autoproclamandosi “Città del Gusto”, sottolineando con la ufficialità di una delibera, presa, anni fa, per acclamazione, come la gastronomia sia considerata giustamente un settore strategico per una offerta turistica di qualità.

Ma il riconoscimento di “Città del Gusto” carica Minori di responsabilità, deputandola a sentinella vigile per il proprio territorio, innanzitutto, ma anche per tutta la Costa di Amalfi, per una campagna di diffusione e di difesa del marchio di qualità negli esercizi pubblici. Ed è per questo che l’Amministrazione Comunale, in piena e totale collaborazione con il “Gusta Minori” e gli operatori del settore e con la consulenza di esperti di gastronomia e della comunicazione a è impegnata a tener fede a questa sua vocazione.

E, a tal proposito, va ricordato e sottolineato che il concetto di gusto va esteso dalla gastronomia all’arredo urbano, alla segnaletica, al piano colori, all’animazione di piazze, slarghi e vicoli per farne uno stile di vita dell’intera comunità.

E manifestazione di gusto è il rispetto della privacy dei turisti, l’estensione dell’isola pedonale, la tutela del silenzio, l’ideazione e realizzazione di percorsi alla scoperta di chiese e palazzi, vicoli e congreghe, campagne ariose e coltivi sapienti., che aspettano, questi ultimi, di essere immessi totalmente  e a pieno titolo nel circuito della fruizione.   Gusto è recuperare il piacere della conversazione nel più rispettoso stile del simposio greco e del convivium latino, che qui trovò attuazione nelle residenze dei nobili romani, come testimonia il bel progetto della cooperativa “Le Muse”, all’insegna della scoperta dell’anima autenticamente culturale della città.

E il polipalio dei vicoli che dal Corso Umberto si dipana a reticolo a conquista dell’arioso sacrato della Basilica e del silenzio assorto della Congreca è cornice magica da animare con locali tipici dell’enogastronomia, come dell’artigianato e della bigiotteria, all’insegna, però, del “buongusto” e, nel segno della cultura, con eleganza naturale, senza iattanza.

E Minori può diventare la località più “in” della Costa, una seconda Positano, di cui ripete, in parte, la conformazione topografica, ma con una marcia in più. E, tanto per fare un esempio, sarebbe da primato da località turistica top la passeggiata da Petrito a S. Lucia e, giù giù, alla scoperta ariosa del mare, solo se vicolo e minuscoli slarghi si arabescassero di cascate di fiori, e bassi e supportici si colassero di boutiques e localini di tendenza. Molto si è fatto. E ne va dato atto all’Amministrazione Reale, che ha iniziato e continua un percorso di qualità. Ma molto resta ancora da fare.

Minori ha tutte le carte in regola per  volare alto e caricarsi, con entusiasmo, di ambiziosi traguardi:

  • Il Premio Nazionale di Letteratura enogastronomica
  • La Fiera del Libro di enogastronomia
  • La Biblioteca di enogastronomia
  • Il Museo dei menù
  • Il Parco del Gusto
  • Il Salone del Gusto del Mediterraneo

sono soltanto alcune  delle tappe  di un percorso che l’Amministrazione Comunale, Gusta Minori, Operatori economici e l’intera collettività debbono riprendere e percorrere fino in fondo nella concordia e con l’orgoglio di identità e di appartenenza ad una terra, che dispone di una miniera di tesori, da spendere con gusto sul mercato del turismo di qualità, nell’esaltazione dello stile di vita slow.

E’ un progetto ambizioso. Ma Minori può farcela. Deve farcela. Ci sono risorse ed intelligenza per raggiungere l’obiettivo. Che ognuno faccia la sua parte con determinazione e convinto entusiasmo. Le rivoluzioni a metà sono un aborto di rivoluzione. Per vincerle bisogna farle fino in fondo, anche a costo di qualche impopolarità, Lo dico al mio amico Sindaco. I cedimenti, con qualche caduta di stile, per eccesso di buonismo, che,  qualche volta, rasenta il populismo, può trasformarsi in una ferita alla bellezza e al Buon Gusto, che a lungo danneggia l’immagine. Gli ottimi Lucia Amato e Gerardo Buonocore, che ho avuto modo di apprezzare ed applaudire nello spettacolo Imperium, con la lunga schiera di attori e tecnici motivati ripropongono  quest’anno Masaniello,  forse il migliore dei tanti spettacoli ideati ed organizzati negli anni del Gustaminori. Sarà ancora una volta un successo. Ne sono sicuro. E ricordiamoci tutti: Sindaco, amministratori, operatori, e tutta la più vasta società civile del motivo conduttore della teatralizzazione della rivolta del pescivendolo amalfitano/atranese, con ascendenze, pare, minoresi, di Villamena per l’esattezza, che “Masaniello nunn’è nato/Masaniello nunn’è muorto/Masaniello nasce  e more/ ogni ghiurno dint’o core”. Masaniello è nu pensiero, il pensiero della libertà, della dignità di un riscatto di un paese, di un territorio, di un popolo, che si realizza promuovendo QUALITA’, QUALITA’, QUALITA’ nel segno della CULTURA, CULTURA, CULTURA permeata di ELEGANZA, GARBO e (buon) GUSTO. Senza mai  deflettere o cedere alle tentazioni del populismo. MAI.

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