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Si è spento Carlo Vichi, addio al fondatore della Mivar e padre dei televisori italiani

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All’età di 98 anni si è spento il camerata Carlo Vichi, fondatore dello storico marchio Mivar. Il gruppo, evoluzione della Vichi Apparecchi Radio (Var) da lui fondata nel 1945, fu il primo a portare il tubo catodico nelle case di tutti gli italiani, rendendo la televisione accessibile anche agli operai ed al popolo.
Originario di un piccolo paesino della provincia di Grosseto, nel 1930 si stabilì al seguito della famiglia a Milano, dove il padre svolgeva la professione di metronotte.

Iniziò la sua esperienza lavorativa verso l’inizio degli anni quaranta riparando radio in camera da letto (giovandosi del suo diploma di perito elettrotecnico). Nel contempo lavorò per la CGE e per la Minerva, per la quale svolse l’attività di contoterzista, dopo aver fondato, nel 1945, la VAR (Vichi Apparecchi Radio), che diventa Mivar (Milano Vichi Apparecchi Radio) nel 1955. In seguito avviò la produzione in proprio di apparecchi radiofonici, e a partire dal 1959 porta la MIVAR anche nel settore dei televisori.
Dagli anni settanta, con il progressivo crollo della domanda di apparecchi radiofonici, unita all’ingresso nel mercato italiano della sempre più spietata concorrenza straniera, la Mivar cercò di concentrare l’attività quasi totalmente nel settore dei televisori. Nel 1990 viene avviata ad Abbiategrasso la costruzione di un moderno stabilimento per la sola produzione di televisori a colori. Negli anni duemila, Mivar andò in crisi e perse le quote di mercato in favore della concorrenza, riducendo drasticamente il numero di dipendenti, e nel 2013 cessò di produrre televisori. Da allora Vichi si dedicò alla progettazione di mobili, più precisamente, tavoli con sedie estraibili destinati ai luoghi pubblici.

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