Home Attualità Mozzarella di Bufala. Attenzione alle imitazioni: ecco come gustarla al meglio

Mozzarella di Bufala. Attenzione alle imitazioni: ecco come gustarla al meglio

667
CONDIVIDI
Antipasto di formaggi e mozzarella di bufala firmato Sal De Riso

Sono ormai in molti a riconoscere le qualità benefiche del consumo di mozzarella di bufala (leggi qui l’articolo di Positano Notizie).
In passato prodotto destinato all’élite, fu verso la fine del XVIII secolo che la mozzarella di bufala divenne un formaggio fresco di largo consumo. Il merito fu, nemmeno a dirlo, dei Borbone, i quali realizzarono nella Reggia di Carditello un grande allevamento di bufale con relativo caseificio per la trasformazione del latte di bufala.

Oggi questo formaggio è uno degli alimenti a Denominazione di Origine (DOP) più consumati in tutto il Bel Paese, in ogni stagione.

Come si fa a dare forma alla mozzarella?

Etimologia del termine “mozzarella” deriva appunto da “mozzare”, ed è niente altro che l’operazione con cui, maneggiando il pezzo di cagliata filante, si stacca, mozzando con l’indice e il pollice, la singola mozzarella classica, quella rotonda per intenderci. Con il tempo le forme sono variate e oggi conosciamo e apprezziamo le trecce, i bocconcini e le ciliegine, perfette per piccoli stuzzichini e aperitivi.

Mozzarella di bufala
Mozzarella di bufala con pomodori all’insalata

Per i puristi la mozzarella di bufala va assaggiata senza condimenti. Può essere accompagnata con qualche pomodoro, perfetti quelli sorrentini ma anche i San Marzano, conditi a parte in modo da non contaminare il gusto di questo prodotto unico. Assolutamente vietate le posate, dimenticate forchette e coltelli, come consigliava Enzo Turco, nella scena della spesa insieme a al grande Totò in Miseria e Nobiltà: “piglia queste due dita, premi la mozzarella, se cola il latte te la pigli, altrimenti… desisti“; la mozzarella va assaporata con le mani e ben venga che il siero coli un po, sporcandoci.

L’importante, a meno che non vogliate utilizzarla come condimento della pizza, è non conservarla in frigo: perdereste tutta la sua bontà. La mozzarella deve essere conservata nel suo siero e per pochissimo tempo: fidatevi non durerà mai troppo!

marchio mozzarella di bufala campana e DOP

Riconoscere la mozzarella di bufala DOP?

Non è difficile riconoscere un prodotto di grande qualità, è importante riuscire a valutare la freschezza e la qualità della nostra mozzarella. In un web infestato dalle bufale e dalle fake news ecco quali sono i segreti per ritrovare nel nostro piatto una vera squisitezza e non una bufala di mozzarella:

  • uno sguardo all’etichetta: fondamentale leggere la provenienza effettiva della mozzarella che stiamo per acquistare, se non è della Campania… “DESISTI”, sarà solo una “bufala”. Sulla confezione deve essere riportata la denominazione “mozzarella di bufala campana DOP”, con tanto di marchio che ne attesta l’autenticità;
  • per verificare la freschezza, osservate la superficie esterna del prodotto, che deve essere sottile e bianca;
  • quando la assaggiate, al palato, la consistenza deve essere quasi croccante, dal sapore intenso di latte.

Insomma, poche piccole precauzioni per essere certi di acquistare e degustare una vera mozzarella di bufala campana, fresca e genuina.

Foto Copyright: Sal De Riso Costa d’Amalfi

Comments