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Zeppole: il dolce fritto sardo per eccellenza

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Zeppole: il dolce fritto sardo per eccellenza
Zeppole: il dolce fritto sardo per eccellenza

Le zeppole sono il dolce di Sardegna più usato nel periodo di Carnevale: oggi in realtà lo si trova tutto l’anno almeno nelle pasticcerie e bar più rinomati dell’Isola.

Note nell’isola anche come Zippulas o Frittura Araba sono delle frittelle dolci aromatizzate a forma di spirale, molto buone e gustose. Nulla a che vedere con le Zeppole di San Giuseppe e tutte le altre versioni che con le zeppole del sud Italia hanno solo una certa assonanza linguistica.

Zeppole sarde: come prepararle in casa

I pomeriggi invernali sono noiosi da passare e la cucina è una passione che attira sempre più italiani, prepare le zeppole sarde in casa ci farà fare un figurone con gli amici. Non troppo difficili da preparare ma nemmeno troppo facili vale la pena provarle.

Innanzitutto le ricette sono davvero tante, abbiamo deciso di proporre quella più nota.

Ingredienti semplici, un pò come in tutte le ricette sarde. 250 grammi di farina e 250 di semola da miscelare tra loro (in mancanza di semola va bene anche 500 grammi di farina) , 2 uova, mezzo litro di latte, 1 arancia, 15 grammi di lievito di birra, 200 grammi di zucchero, fil’e ferru, olio e sale.

Prima di tutto spremere il succo dell’arancia e grattuggiare la buccia,  in un bicchiere invece, stemperate il lievito in acqua tiepida.

In una terrina o in un recipiente ampio di vetro versare la farina  ed impastarla con il rosso delle uova, un pizzico di sale, la buccia e il succo dell’arancia.

Questo è un passaggio molto delicato infatti bisogna lavorare a lungo e con vigore l’imposto , aggiungendo il latte a piccole dosi, e  lavorando l’impasto in modo che incorpori quanta più aria possibile.

Alcune massaie a questo punto inseriscono un buon pizzico di zafferano.

Dopo di che bisogna unire il lievito sciolto in acqua con massima lentezza e continuare a lavorare l’impasto con cura. Una volta ottenuto un prodotto liquido ma non troppo  bisogna farlo lievitare al caldo sino a che si raddoppia di volume ed appaiono delle bollicine.

A questo punto si deve versare mezzo bicchiere di fil’e ferru e continuare a far gonfiare l’impasto per un pò. Il fil’e ferru, ricordiamo, è l’acquavite tipica di Sardegna.

Una volta che l’impasto sembra bel lievito e le bollicine scoppiano procuriamoci un imbuto.

Nel contempo scaldare abbondante olio in una padella molto ampia e, dopo aver mescolato e rimestato l’impasto lo si fa colare attraverso l’imbuto compiendo un movimento a spirare dal centro della padella verso l’esterno.

E’ questo movimento che darà alla zeppola la tipica forma: a spirale.

Dopo qualche minuti il dolce è cotto: bisogna scolarlo e farlo asciugare su carta assorbente, dopo andrà scosparso di zucchero.

Andrebbero servite e mangiate calde.

Zeppole: tra favola e tradizione

Le zeppole sono il dolce tipico dell’inverno di Sardegna. Oggi si trova quasi tutto l’anno. In ogni caso dal 6 di gennaio tutta l’Isola viene pervasa dall’aroma di questo dolce che, secondo le località cambia nome ed ingredienti ma che, in buona sostanza, è sempre uguale.

Tradizione sarda vuole che per preparare le zeppole bisognasse essere in 3. La massaia detta Jana Maista (fata maestra) impasta mentre le altre forniscono gli ingredienti.

Oggi per lo più ognuno lo fa in casa ed è difficilissimo essere più di due. Il numero delle donne impegnate è dovuto, da tradizione, al fatto che in Sardegna, nei paesi si divide tutto tra vicini di casa.

Durante la preparazione si raccontano storie e chiacchere, in genere a preparare questo dolce sono un paio di comari che tra di loro si donano i prodotti necessari per preparare il dolce.

Le comari erano infatti tenute ad inviarsi vicendevolmente delle zeppole in dono, ma anche frutta secca, salsicce e quel chi si aveva di buono in casa.

Ad oggi le zeppola sono protagoniste di fiere, sagre e feste: le regine del dolce fritto di Sardegna.

 

 

 

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