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Everest, la vetta dei record

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Affrontare l’Everest, la vetta dei record, deve essere stata un’impresa a dir poco proibitiva per gli uomini del Survey of India  che a partire dai primi anni dell’Ottocento fino al 1866 ebbero il compito di stabilire altitudine e posizione esatta delle cime himalayane. Fu in quegli anni che la montagna più alta dell’intero pianeta venne battezzata Everest in onore di George Everest, British Surveyor General del GTS (Great Trigonometrical Survey). Una volta messa sulla carta, la vetta dei record avrebbe attirato i sogni e le ambizioni degli uomini, messo alla prova più d’uno dei più coraggiosi e preparati alpinisti del mondo. Fin da quando il neozelandese Hillary e il nepalese Tenzing, vero e proprio eroe nazionale nel proprio Paese, hanno raggiunto la vetta nel 1953 l’Everest ha fatto da sfondo a record via via più curiosi, inusuali e apparentemente impossibili fino a qualche decennio fa.

L’Everest ha finito col dare spettacolo e arrivare in cima non fa più notizia a meno che le performance non siano accompagnate da motivi davvero speciali.

I tempi in cui le prime scalate in solitaria facevano notizia. Era il 1978 e Reinhold Messner aveva 36 anni. Fu l’alpinista di Bressanone a raggiungere per primo in solitaria la vetta dei record. Lui che aveva scalato otto anni prima il Nanga Pparbat (8.126m) ottenne con questa ascesa la consacrazione ufficiale nel gotha degli alpinisti. Un nuovo record aggiunto al precedente durante il quale insieme al collega austriaco Peter Habeler compì la prima scalata dell’Everest in coppia senza l’ausilio di ossigeno.

Reinhold Messner

 

Giovani se paragonati al signor Yuichiro Miura, un ultranovantenne che accompagnato da un team di supporto, ha raggiunto la vetta all’età di ottant’anni. Il dinamico vecchietto giapponese ha stabilito il record assoluto e come poteva essere altrimenti intraprendendo un’ascesa ardua, ma gratificante che nel 2013 l’ha portato sulla vetta della montagna più alta del mondo. La sua connazionale la settantenne Tanabe lo ha emulato qualche anno dopo diventando la donna più anziana a raggiungere la vetta. Segno che la dieta, il clima o la perseveranza giapponese non conoscono età e una buona preparazione e tanta pazienza sono le doti più importanti per scalare la montagna.

 

Non un record fine a sé stesso, ma iniziativa benefica quella intrapresa dai due fratelli della Patagonia Damien e Willie Benegas che nel 2010 in collaborazione con il team PokerStars hanno scalato la montagna dopo un lungo periodo di preparazione. Il record è stato ottenuto dopo aver raggiunto la vetta in coppia per ben 10 volte, ma questa volta non si sono accontentati di aver segnato il record mondiale per le scalate in coppia, visto che si sono dati da fare per ripulire la montagna dei rifiuti lasciati dagli alpinisti durante le salite intermedie. L’obiettivo al di là del record era quello di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti del sempre maggior numero di spazzatura che gli alpinisti lasciano dietro di loro durante le scalate.

 

 

C’è poi un habitueé dell’Everest che con le sue 21 spedizioni è diventato l’essere umano ad aver raggiunto la vetta il maggior numero di volte. Apa Sherpa ha accompagnato gli alpinisti per così tante spedizioni da essere divenuto un conferenziere di fama internazionale per tutto ciò che riguarda l’Everest e conosciuto in patria come la “tigre dell’Himalaya”.

 

Altro sherpa che non si accontenta di restare all’ombra degli alpinisti giapponesi e occidentali è  Babu Chiri. È stato lui a trascorrere il periodo di tempo più lungo sulla sommità della montagna senza l’ausilio di ossigeno. Dove gli altri alpinisti hanno trascorso non più di qualche minuto, date le condizioni proibitive per l’organismo, Babu Chiri ci ha passato una notte intera, cantando canzoni della tradizione tibetana per evitare di addormentarsi.

uno spettacolo della natura

 

Per finire vogliamo ricordare il primo uomo ad aver compito la discesa della vetta dei record con uno snowboard. Il francese Marco Siffredi all’età di 23 anni è stato il primo avventuriero di una nuova stirpe di eroi ad aver compiuto questa impresa entrata nella leggenda. Un eroe giovane e romantico ricordato da tutti per la sua grande e profonda passione per la montagna.

Uomini e donne eccezionali che hanno contribuito a creare il mito dell’Everest, perché in fondo là dove la natura umana impone dei limiti ci sono sempre degli esseri umani pronti a spostarli un po’ più in là. E in questo risiede il grande fascino che in questi secoli l’Everest ha esercitato su tutti noi, curiosi di conoscere ogni nuovo record che riguarda la montagna più alta del mondo.

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