Immatricolazioni auto in Bulgaria ed i soliti furbetti

Immatricolazioni auto in Bulgaria ed i soliti furbetti

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Great Wall Motors, colosso cinese dell'auto, produce auto anche in Bulgaria. Foto di JODI HILTON/GLOBALPOST
Siamo partiti da un interessante indagine effettuata dai giornalisti di Quattroruote ed intitolata “I furbetti alla Bulgara” ovviamente riferendosi agli italiani che sempre più numerosi optano per regimi fiscali meno vessatori di quello italiano.
Già perché basta uscire in strada (o meglio ancora recarsi in qualsiasi officina di brand Premium, come Mercedes o BMW) per comprendere il fenomeno, sotto gli occhi di tutti (autorità comprese), delle numerose auto con targa straniera che circolano sulle nostre strade e guidate da italiani.

 

Quattroruote, essendo prevalentemente un periodico dedicato ai motori, ha indagato a fondo sulle modalità utilizzate dagli italiani per sfuggire al fisco e alle odiose multe per eccesso di velocità (quelle emesse in automatico con i vari sistemi di rilevazione, tipo Tutor o Vergilius). A dire il vero, nell’articolo on line che invita a leggere il periodico cartaceo, la redazione di Quattroruote invoca una legge di contrasto a questo fenomeno che sarebbe arenata in Parlamento.
Sono altre le leggi che potrebbero contrastare questo fenomeno e non dovrebbero essere prese da uno Stato membro come l’Italia ma in sede centrale dalla Comunità Europea. Regimi di tassazione diversi consentono (e guai a non farlo) ai cittadini “ancora liberi” di scegliere il domicilio della loro residenza fiscale. Perché ci si indigna se un cittadino cerca di sopravvivere spostando la sua “piccola” azienda in Romania o in Bulgaria e invece nessuno dice nulla a colossi come Fiat che spostano le sedi tra l’Inghilterra e il Lussemburgo?

 

Il mercato dell’auto è solo la punta dell’iceberg. Per chi riesce a produrre ancora utili in Italia spostare la sede in Bulgaria potrebbe fare la differenza tra continuare ad operare oppure chiudere definitivamente (e lo sanno tutti che un morto, soprattutto se è una società di capitali, non paga più nulla a nessuno). A tal proposito basta fare una ricerca su Google per comprendere i vantaggi fiscali, diretti ed indiretti, che si avrebbero spostando qualsiasi attività dell’ingegno in paesi come la Bulgaria (noi abbiamo trovato questo: http://www.targabulgara.com/apertura-partita-iva-comunitaria/).
Lo Stato italiano rifletta sulla quantità di fatturato che quotidianamente sta perdendo e di cui stanno approfittando paesi dell’Est come anche quelli anglosassoni, magari cominciando a legiferare su come attrarre investimenti e non su come farli scappare via.

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