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Roghi estivi: due morti in Calabria, in un mese è stata bruciata la stessa quantità di terreno di tutto il 2016

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Rogo esteso a Messina - immagine di strettoweb.com

Gli incendi estivi sono sempre più frequenti ed estesi nel Meridione, Tgcom24 riporta la morte di due persone in Calabria a causa dei roghi, mentre in Campania l’allerta è elevata soprattutto alle pendici del Vesuvio, dove è stanziato l’esercito. In Sicilia invece c’è stato un vasto incendio che ha quasi colpito una struttura turistica a San Vito, portando all’evacuazione degli ospiti. Stando a Legambiente nell’ultimo mese circa 26mila ettari di boschi sono andati a fuoco, nel Cosentino un 69enne di San Pietro in Guarano è morto mentre cercava di spegnere un incendio nei pressi del proprio terreno, mentre nel Vibonese un altro uomo di 68 anni è morto carbonizzato, anche lui cercando di spegnere vari roghi divampati nei suoi terreni.

 

A San Vito Lo Capo sono stati evacuati 600 villeggianti, e sono stati eseguiti controlli agli impianti elettrici e idrici delle strutture turistiche. Gli immobili non hanno riportato danni, ma l’odore di fumo è forte ed i turisti hanno semplicemente recuperato i loro bagagli e si sono stabiliti nelle strutture messe a disposizione dagli albergatori.

 

I carabinieri della Compagnia di Crotone hanno colto sul fatto due piromani che tentavano di dare alle fiamme alcune sterpaglie di macchia mediterranea che si estende fino alle campagne ed alcuni caseggiati in località Tufolo. I due giovani, un 29enne con precedenti e un 16enne, sono stati denunciati ed il 29enne è finito in manette. Stando ai rapporti i due stavano usando un accendino ed alcuni giornali per dar fuoco agli arbusti.

 

In Sicilia sono circa una ventina i roghi che hanno tenuto impegnati i vigili del fuoco, vari incendi sono scoppiati a Monreale ed Adrano, uno nei pressi di Librizzi e vari altri focolai sono divampati nel Siracusano.

 

Sul Vesuvio è stato necessario l’intervento dei militari: “La scorsa notte abbiamo bloccato tutte le vie di accesso al Parco Nazionale e stiamo pattugliando assiduamente il territorio per segnalare nuovi roghi e individuare e bloccare eventuali piromani”, ha dichiarato il maggiore Carlo Bianchi, comandante del gruppo tattico Terra dei Fuochi dell’Esercito, al lavoro con 48 uomini e quattro mezzi tattici sulle pendici del vulcano. Mercoledì scorso il ministro Galletti ha dichiarato un cambiamento nella modalità degli interventi ed un incremento nel numero di militari impegnati nelle operazioni.

 

Legambiente ha diffuso un dossier nel quale è riportato che, al 12 luglio, sono andati in fumo circa 26 ettari di boschi, la metà dei quali solo in Sicilia. I numeri indicano anche il numero di roghi e le regioni più colpite: prima la Calabria con 5.826 ettari bruciati e a seguire la Campania con 2.461. Gli ambientalisti hanno denunciato aspramente i “ritardi delle Regioni” nel mettere in atto piani antincendio efficaci.

 

Infine anche la Sardegna è interessata da vari incendi, il più grave è quello scoppiato ad Arzana, in Ogliastra. Le fiamme si sono avvicinate pericolosamente al centro abitato, tanto che la protezione civile ha evacuato alcune strutture e chiuso la strada Lanusei – Arzana.

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