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I Casalesi tornano in vita: cinque discariche abusive bruciate e un affare milionario

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Discarica a cielo aperto - immagine di meridianonews.it

Il noto clan camorrista sta ancora facendo sentire la sua presenza in Campania, riporta tiscali.it, questa volta sta tentando di accaparrarsi i dieci milioni di euro stanziati dalla Giunta Regionale per la bonifica delle discariche, particolarmente quelle incenerite, ben più pericolose.

 

È scoppiato quindi l’ennesimo allarme incendio in Campania, ben cinque discariche hanno preso fuoco provocando grande preoccupazione tra gli investigatori dell’ambiente che hanno affermato come cinque incendi diversi scoppiati quasi contemporaneamente fanno pensare che ci sia qualcuno dietro.

 

Già questo inverno si erano verificati eventi simili, quando a Villa Literno sono stati bruciati quattromila metri quadri di ecoballe, un intero lotto andato in fumo in una notte, proprio nel corso di una operazione di smantellamento e imballaggio rifiuti a opera della ditta Vibeco, vincitrice dell’appalto indotto dalla Regione. Senza dubbio si tratta di segnali da parte delle associazioni criminali che non vogliono essere escluse dal lucrativo settore dei rifiuti a seguito degli interventi statali, i quali stanno interferendo con i loro interessi.

 

La settimana scorsa nel comune di Ercolano sono andate a fuoco Cava Monti e Cava Fiengo, entrambe discariche abusive di rifiuti pericoloso mentre andava in fumo la discarica di Villa Di Briano, comune notoriamente influenzato dalla camorra, in cui si trovavano ben trecentomila metri quadrati di rifiuti. A Calvi Risorta, dove si trovava la più grande discarica abusiva d’Europa, contenente due milioni di metri cubi di rifiuti, il terreno posto sotto sequestro per essere bonificato è stato dato alle fiamme, infine altri roghi di ecoballe si sono verificati nel “parcheggio” di Taverna del Re.

 

Tali avvenimenti preoccupano profondamente gli investigatori, i quali stanno ora indagando le ditte che potrebbero aggiudicarsi gli appalti per i lavori di bonifica, dieci milioni di euro sono una ghiotta occasione per tutti, comprese le associazioni camorriste. Anche i cittadini non stanno con le mani in mano e chiedono a gran voce l’inizio dei lavori e maggiori controlli dato che sono le loro vite ad essere a rischio, tutto ciò potrebbe permettere alla malavita di reinserirsi nel business dello smaltimento rifiuti.

 

 

 

 

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