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Cosa sono i bitcoin e a cosa servono?

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Il Bitcoin è una valuta virtuale, che però puoi usare per comprare oggetti reali, come automobili o cibo. Chiunque può crearne, e non è soggetta al controllo delle banche.

I Bitcoin (o il bitcoin che dir si voglia) è una moneta virtuale che però può essere usata per comprare oggetti reali, da pochi euro a transazioni importanti come l’acquisto di un elicottero.

L’invenzione di questa moneta è recente e risale ai primi mesi del 2009. Un ingegnere giapponese di cui si conosce solo lo pseudonimo (Satoshi Nakamoto) ha creato un sistema in cui, tramite l’installazione di un software (in gergo chiamato wallet, portafoglio) tutta la rete di transazioni (ad oggi di circa 20GB) viene replicata su ogni singolo client/utente che accede alla network peer to peer. Insomma ogni persona che decide di usare questa monete in pratica diventa una unità di backup per tutte le altre. Un sistema che duplica all’infinito una quantità terrificante di dati criptati che contengono, in parole semplici, il database di chi possiede ogni Bitcoin.

Insomma la creazione ed il trasferimento di piccole o grandi somme di danaro avvengono tramite il protocollo peer-to-peer. Il suo valore è fluttuante ed il trend è in costante ascesa. A metà del 2012 un Bitcoin valeva poco più di 2 euro, mentre oggi (luglio 2015) ne vale più di 270.

Con il Bitcoin è possibile comprare beni reali o servizi (sono sempre di le attività disposte ad accettare la valuta virtuale), ma la gran parte degli utenti la utilizzano per fare trading o per venderla in cambio di denaro corrente in qualsiasi valuta (euro, sterline, dollari etc etc).

Ad oggi non esistono leggi o regolamentazioni in grado di vietare i Bitcoin o qualsiasi altro tipo di moneta virtuale, la mancanza di una geolocalizzazione e l’utilizzo di una rete P2P come network rendono impossibile qualsiasi controllo. Questo ha fatto si che il Bitcoin diventasse la moneta perfetta per gli scambi sul filo della legalità. Famosa è l’estorsione che avviene tramite il virus Crypto Locker che, dopo aver sequestrato di dati dell’utente, chiede un riscatto proprio in Bitcoin.

Con un minimo di esperienza informatica, e chi realizza un virus di questo tipo non ne ha proprio poca, basta cambiare wallet ad ogni transazione per far diventare praticamente impossibile tracciare le nostre operazioni. Lo stesso ideatore infatti consiglia di creare un nuovo Bitcoin address (un nuovo indirizzo a cui vengono spediti i soldi) ogni volta che si riceve ricevi del danaro.

In definitiva per inviare e ricevere danaro in Bitcoin si ha bisogno di un software, scaricabile a questo link https://bitcoin.org/en/download , che si definisce portaglio (wallet). Appena installato viene assegnato un Bitcoin address, un codice di 34 caratteri alfanumerico, che serve a ricevere danaro nel portafoglio. I Bitcoin address possono essere creati all’interno del portafogli con un semplice click. Ovviamente, chi decide di utilizzare questo tipo di moneta, deve utilizzare apparecchiature molto affidabili ed eventualmente stampare e conservare in un luogo protetto il codice assegnato. Se si dovesse perdere per qualsiasi motivo, guasto del computer o rimozione da parte di un virus, tutti i Bitcoin contenuti nel wallet andrebbero persi.

Il Bitcoin è oggetto di studio da parte di grandi economisti mondiali che si sono trovati spiazzati davanti ad un simile fenomeno. Infatti il Bitcoin è una moneta di proprietà di chi la emette (e ci sono tanti modi per guadagnare legittimamente dei Bitcoin) non soggetta a svalutazione (anche se il suo valore è spesso fluttuante nel breve perido, nel lungo periodo ci ha fatto vedere performance impensabili per una moneta normale. Una moneta che in molti definiscono “popolare”. La contropartita di questo “contante del web” è la sua non tracciabilità (cosa molto a cuore a chi ci governa/controlla) che ha fatto si che il Bitcoin diventasse la moneta ufficiale dell’underground di internet. In pratica la gran parte delle transazioni illegali via web avvengono con questa moneta.

Che lo si voglia o meno il Bitcoin è già tra noi ed è una risorsa e come tale va conosciuta e trattata.

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