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Arriva la tassa di soggiorno anche a Positano: ecco quanto ha fruttato l’odioso balzello in Costiera Amalfitana nel 2017

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Positano, una veduta dalle stupende terrazze dell'Hotel Sirenuse

Pecunia non olet” e così anche Positano si adegua al resto dei comuni della Costa d’Amalfi introducendo la tassa di soggiorno. Adesso l’unico dei tredici comuni a non adottare l’odioso balzello è Tramonti anche se non è escluso che possa a breve cedere alla tentazione do un introito così rilevante. Basti pensare che solo il piccolo comune di Amalfi ha introitato circa 750mila euro nel solo 2017.

Positano, il cui sindaco De Lucia si è sempre professato ostile a questa tassa, ha ceduto per questione di “bilancio”. Infatti la necessità di reperire nuovi fondi per ultimare il sito archeologico della Villa Romana ha costretto l’amministrazione di Michele De Lucia ad attivare anche a Positano la Tassa di Soggiorno.

 

Ora le tre gemme della Costiera Amalfitana, Amalfi, Positano e Ravello, sono accomunate da questa Comunque sia, fino a dicembre, dei tre comuni più gettonati della Costiera, la tassa di soggiorno si applicava solo a Ravello e Amalfi che pure visse qualche momento di impasse intorno all’opportunità di stabilire i criteri dell’imposta.

 

Istituita per la prima volta nel 1910, l’imposta di soggiorno fu definitivamente abolita nel 1989 per poi essere reintrodotta nel 2009, durante il governo Berlusconi, all’interno della legge 42/2009 sul federalismo fiscale.

 

 

Noi restiamo dell’idea che sia una tassa superflua ed iniqua e che serva esclusivamente ai comuni per fare cassa, con buona pace dello scopo per cui nasce. Riusciranno i comuni ad utilizzare al meglio queste risorse per migliorare i servizi per turisti e residenti? Voi invece cosa ne pensate?

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