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Sequestrati beni per 1,5 milioni di euro a Riina, compresa la villa della latitanza

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Totò Riina - immagine di la-loupe.over-blog.net

Gli agenti del Ros hanno sequestrato beni per un milione e mezzo di euro al clan di Totò Riina, che versa in gravi condizioni di salute. Giuseppe Governale, comandante dei Carabinieri, ha affermato: “Il potere del boss per Cosa Nostra si esercita fino alla morte, Riina è il punto di riferimento per tutte le consorterie mafiose”.

 

Rainews riporta la lista dei beni sequestrati, tra i quali società, rapporti bancari, terreni ed una villa a Mazara del Vallo (in cui Riina ha trascorso parte della latitanza). L’abitazione era intestata al fratello di Riina, Gaetano, usato come prestanome, ed era già stata confiscata nel 1984 dal giudice Alberto Giacomelli, poi ucciso per ritorsione dai Corleone. Le intercettazioni hanno evidenziato un conflitto tra Gaetano e Ninetta Bagarella, che rivendicava la proprietà della villa.

 

Il Tribunale di Palermo ha sequestrato anche l’azienda agricola dell’ente Santuario Maria Santissima del Rosario di Corleone, in cui tramite intercettazioni è stata accertata l’ingerenza di Riina e della sua famiglia, effettuata tramite il giardiniere Vincenzo Di Marco ed il figlio Francesco. Ora lo scopo dell’amministrazione controllata voluta dai magistrati è di eliminare le infiltrazioni mafiose.

 

La moglie di Riina, Ninetta Bagarella, non ha reddito ufficiale ed ha subito nel corso degli anni numerosi sequestri di beni. Eppure ha continuato ad emettere assegni in favore dei parenti detenuti, provando le origini illegali dei suoi proventi. I Carabinieri del Ros hanno collaborato con quelli del Comando provinciale di Palermo e Trapani in questa indagine, che ha portato il Tribunale di Palermo ad emettere il Decreto di sequestro. Queste indagini “costituiscono il completamento della più generale attività di contrasto condotta dai carabinieri nei confronti del potente mandamento mafioso di Corleone, uscito depotenziato negli ultimi 5 anni dagli esiti delle indagini Patria, All Stars e Grande Passo”.

 

Questa operazione mette in luce che Riina, nonostante la malattia e la prigionia, riesce ancora ad esercitare il suo potere nella gestione di quasi ogni aspetto di Cosa Nostra.

 

 

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