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“Curerei prima un nonno milanese che un bambino napoletano”, bufale e fakepost per diffondere odio e spaccare il Paese

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La bufala ospedaliera

Combattere contro l’allarmismo delle bufale ed i post fake è la nostra missione, ma la battaglia la si vince solo se riusciamo a trasmettere anche ai nostri lettori i mezzi per analizzare ciò che ci arriva a mezzo social e media on line (allineati o distorti che siano).

 

La prima cosa che bisogna fare quando si legge un post o una news “sospetta” è iniziare immediatamente la verifica delle informazioni contenute, dei nomi delle persone implicate e degli eventuali siti citati con i sistemi in nostro possesso come Facebook in primis ed il buon vecchio Google che non guasta mai.

Ecco il post che, da ieri pomeriggio, sta indignando il popolo del web (e non solo delle persone del sud Italia):

Io voglio pagare x la mia gente il mio popolo, degli altri non mi interessa siamo tutti italiani perchè viviamo nella penisola italiana, ma il nord può diventare un altro stato. Senza i parassiti da Roma in giù potremmo curare i nostri anziani, i malati lombardi vanno curati con liste preferenziali. Io da infermiere dico solo che tra un nonno milanese di 100 anni e un bambino di 6 napoletano, io rianimerò sempre il nonno milanese in caso di arresto cardiaco. Siamo popoli diversi la secessione è l'unica strada tanto noi siamo la locomotiva d'Italia, inutile mantenere popolazioni che non hanno nulla a che vedere con noi se non la lingua italiana.
Il post, molto probabilmente un fake, del fantomatico Alessio Federico

 

Addirittura per questo post, prodotto da un account che in questo momento non è più raggiungibile, si è movimentato il Movimento Neoborbonico che ha inviato agli organi della Regione Lombardia una richiesta per avviare un’inchiesta in merito ad un tale Alessio Federico, autore di un commento ad un post su facebook di cui lo screen shot è diventato virale quasi immediatamente.

Analizziamo il testo (tra l’altro sgrammaticato e lontano da un italiano di cultura media):

Io voglio pagare x la mia gente il mio popolo, degli altri non mi interessa siamo tutti italiani perchè viviamo nella penisola italiana, ma il nord può diventare un altro stato.” Definire confusa e contraddittoria questa prima è un atto di clemenza nei confronti del demente che lo ha scritto.

“Senza i parassiti da Roma in giù potremmo curare i nostri anziani, i malati lombardi vanno curati con liste preferenziali.” Quindi senza i cittadini del sud, a suo vedere tutti parassiti e nullafacenti, potrebbero curare meglio gli anziani lombardi che dovrebbero avere la precedenza anche su quelli della Toscana e dell’Emilia Romagna, ma non abbiamo ben compreso se vengono dopo quelli del Trentino e della Valle d’Aosta che sono più a nord.

Io da infermiere dico solo che tra un nonno milanese di 100 anni e un bambino di 6 napoletano, io rianimerò sempre il nonno milanese in caso di arresto cardiaco.” Un infermiere che scrive una sciocchezza del genere non sarebbe mai riuscito a diventare un infermiere! Chiunque scriva o pensi solo una cosa del genere ha urgente bisogno di aiuto e cure mediche (un TSO come minimo).

Siamo popoli diversi la secessione è l’unica strada tanto noi siamo la locomotiva d’Italia, inutile mantenere popolazioni che non hanno nulla a che vedere con noi se non la lingua italiana.” Da qualche parte ha letto che la Lombardia è la locomotiva d’Italia e ne fa sfoggio in tutta la sua ignoranza. Su una cosa siamo d’accordo, gli italiani non hanno nulla a che vedere con persone di una simile ignoranza (compresa la lingua italiana).

 

Il profilo, probabilmente fake, non esiste più e i gruppi e le pagine a sfondo razzista a cui era iscritto il sedicente Alessio Federico, come pubblicato da alcuni giornali on line, sono pagine e gruppi di pochi stupidi, inattivi da diversi anni.

 

Quello che però ha scatenato questa condivisione sono vecchi attriti tra due popoli che per quanto tentino di riconoscersi sotto la stessa bandiera, restano divisi per cultura, storia e qualità della vita.

Ci sarebbe da mettere un punto, con la parola fine che lo preceda, a tutte queste vicende di intolleranza “geografica” ed iniziare a creare un popolo che faccia propria non solo una squadra di calcio con la maglia azzurra ma i valori fondanti di una Nazione che resta, suo malgrado, tra i luoghi più belli di questo pianeta. Ecco la bellezza che da nord a sud caratterizza la nostra penisola, potrebbe essere l’inizio da cui far rinascere il nostro essere e sentirci italiani. Voi cosa ne pensate?

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