Home Attualità Le “Onde d’Urto”: da un fenomeno naturale alla terapia.

Le “Onde d’Urto”: da un fenomeno naturale alla terapia.

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MedicFisio Center

Le onde d’urto rappresentano una valida strategia terapeutica non invasiva, ben tollerata e con un’ottima efficacia, che viene utilizzata nel trattamento di molte patologie muscolo-scheletriche e a cui si arriva sempre dopo un’attenta valutazione diagnostica.

Per sfatare i miti e chiarire i dubbi in merito al loro ambito di applicazione, alle tipologie, alle patologie che possono essere trattate, all’importanza dell’utilizzo di macchinari di fisioterapia strumentale d’avanguardia e, infine, ai benefici che si possono ottenere dall’applicazione di un piano riabilitativo che le includa, ne parliamo con Matteo Moro, massofisioterapista e titolare del centro medico polispecialistico e fisioterapico MedicFisio Center di Busto Arsizio, in provincia di Varese.

 

Che cosa sono le onde d’urto?

Le onde d’urto rappresentano una terapia sempre più usata in fisioterapia perché con il loro utilizzo si riescono ad ottenere degli effetti molto utili e a risolvere importanti disturbi muscolo-scheletrici. Dal punto di vista fisico, le onde d’urto non sono altro che degli impulsi sonori che si traducono in una stimolazione meccanica diretta sulle zone anatomiche da trattare: la loro attivazione crea un’onda molto forte che, arrivando sulla regione oggetto della patologia, ne stimola una immediata reazione.

 

Per quali patologie sono indicate?

Risultano essere particolarmente indicate per il trattamento dell’apparato muscolo-scheletrico e nel trattamento dermatologico/urologico della malattia di La Peyronie e della spasticità, oltre che nel campo estetico. Nello specifico, si utilizzano le onde d’urto nei casi di:

Dolore alla schiena:

*nei casi di dolore pseudoradicolare alla parte bassa della schiena.

Il dolore pseudoradicolare, a differenza del dolore radicolare, non s’irradia sotto al ginocchio e si ritiene che sia associato a patologie prossimali locali, che non colpiscono i nervi o le radici nervose.

*nei casi di dolore alla parte bassa della schiena.

Queste patologie includono l’osteoartrite spinale, la sindrome del piriforme e varie altre patologie.  Il dolore viene percepito nei dermatomi prossimali della coscia (dolore riferito, zone della testa del femore).

Il dolore alla parte bassa della schiena senza sciatica, stenosi o gravi deformazioni della colonna vertebrale (perciò indicato come dolore idiopatico alla parte bassa della schiena o ILBP), è comune e colpisce persone di tutte le età.

*nei casi di dolore alla zona cervicale.

Il mal di testa da tensione (TTH) è caratterizzato da un dolore bilaterale, pressante, stringente d’intensità leggero/moderata; tra i mal di testa primari è quello che presenta meno tratti distintivi.

Dolore al gomito.

*nei casi di “gomito del tennista”, o epicondilite laterale, è una tendinopatia dell’origine dell’estensore comune del gomito laterale.

*nei casi di “gomito del golfista”, o epicondilite mediale, è una tendinopatia dell’epicondilo mediale del gomito.

Dolore alla spalla.

*nei casi di dolore alla spalla subacromiale.

Questo termine è spesso utilizzato come sinonimo dei termini patologia della cuffia dei rotatori, tendinosi della cuffia dei rotatori e sindrome da conflitto della spalla.

*nei casi di tendinite calcifica della spalla.

Per tendinite calcifica della spalla si intende una patologia dolorosa, acuta o cronica, caratterizzata dalla presenza di calcificazioni sui tendini della cuffia dei rotatori.

Dolore all’anca.

*nei casi di sindrome dolorosa del grande trocantere.

La sindrome dolorosa del grande trocantere (GTPS) include una serie di patologie dello spazio pertrocanterico laterale dell’anca, come lacerazioni del gluteo medio e minimo, borsite trocanterica e anca a scatto esterna.

Dolore al ginocchio.

*nei casi di tendinopatia rotulea.

La tendinopatia rotulea (PT), spesso chiamata anche ginocchio del saltatore, è una lesione cronica da uso eccessivo del tendine rotuleo.

*Sindrome di Osgood-Schlatter (OSD).

Questa sindrome interessa la tuberosità tibiale nei bambini in crescita. La patologia è caratterizzata da dolore locale, rigonfiamento e indolenzimento della tuberosità.

*Sindrome da stress tibiale mediale.

La periostite tibiale (MTSS), comunemente nota come “sindrome da stress tibiale mediale”, è una comune lesione dovuta all’utilizzo eccessivo o allo stress ripetuto sugli arti inferiori.

Tendine d’Achille.

*nei casi di tendinopatia inserzionale dell’achilleo (IAT).

La tendinopatia inserzionale dell’achilleo (IAT) è una patologia dolorosa, acuta o cronica, del tendine di Achille, che colpisce il punto in cui si attacca al calcagno. Sono stati usati vari termini per descrivere questa patologia, fra cui tendinosi, tendinite e peritendinite.

*nei casi di tendinopatia della parte mediale del tendine d’Achille (MPAT).

La tendinopatia della parte mediale del tendine d’Achille (MPAT) è una patologia dolorosa, acuta o cronica, del tendine d’Achille.

Dolore al piede.

*nei casi di fascite plantare.

La fascite plantare (PF) è una patologia dolorosa, acuta o cronica, della fascia plantare che va dal tubercolo calcaneare mediale alle falangi prossimali delle dita.

Dolore muscolare.

*nei casi di miofascite punti trigger.

I punti trigger miofasciali (MFTP) sono una causa comune di dolore cronico al collo e alla schiena. Si tratta di segmenti localizzati di muscolo che si ritiene siano soggetti a traumi dovuti a lesioni acute o a microtraumi derivanti da stress ripetuti.

*in esiti di lesione muscolare.

L’utilizzo delle onde d’urto ha un effetto antinfiammatorio e migliora la qualità del tessuto di cicatrizzazione.

Spasticità.

La spasticità è una caratteristica dell’alterazione dei movimenti dei muscoli del corpo che presenta una combinazione di paralisi, iperattività del riflesso tendineo e ipertonia.

Nel linguaggio comune viene anche descritta come tensione anomala, rigidità, muscoli tirati.

Dermatologia/Medicina Estetica.

*nei casi di cellulite.

La cellulite è una patologia metabolica localizzata del tessuto sottocutaneo.

Il principale sintomo clinico è il cambiamento della topografia della pelle, la cellulite presenta infatti un’erniazione del grasso sottocutaneo con il tessuto connettivo fibroso, che porta la pelle ad avere un aspetto a buccia d’arancia o a materasso.

*nei casi di linfedema.

Il linfedema può essere primario o secondario. Il linfedema primario è una malformazione linfatica che si sviluppa nello stadio finale della linfoangiogenesi. Invece, il linfedema secondario deriva dall’interruzione o dall’ostruzione del sistema linfatico e può essere una conseguenza di tumori, interventi chirurgici, infezioni, infiammazioni, radioterapia e traumi. Il linfedema secondario è una delle più importanti complicanze dopo il trattamento chirurgico del cancro al seno, con un impatto significativo sulla qualità di vita.

*nei casi di cura delle ferite croniche.

Una ferita cronica è una ferita che non è guarita in tre mesi, esattamente come le ulcere del piede diabetico, le ulcere da pressione e le ulcere da stasi venosa che non sono altro che ferite croniche della pelle e del tessuto molle.

Urologia/Medicina Estetica.

La malattia di La Peyronie, o induratio penis plastica, è una curvatura acquisita del pene che può causare disfunzioni erettili. Quando è presente, il dolore si presenta precocemente nel processo della malattia e si riduce con il tempo.

 

Quante tipologie di onde d’urto esistono?

Fondamentalmente esistono due i tipi di onde d’urto: quelle focali extracorporee, per applicazioni più profonde, e le onde radiali (o balistiche), per applicazioni più superficiali, che trovano invece particolare applicazione nel trattamento dei “trigger points”, ossia dei punti dolorosi.

Per entrambi i tipi di onde d’urto, nella pratica clinica, è indispensabile, prima di procedere al trattamento, un corretto inquadramento diagnostico.

Alla MedicFisio Center vengono eseguite da personale altamente qualificato, poiché risultano davvero efficaci solo se l’operatore che le applica ha una formazione adeguata ed effettua la terapia con perizia ed esperienza. Non da ultimo è fondamentale disporre della strumentazione adeguata.

 

Esistono delle controindicazioni per il trattamento con le onde d’urto?

Si, certo. Previo consulto dello specialista, che dopo la diagnosi prescriverà qual è la terapia più idonea per il paziente, possiamo distinguere sia controindicazioni assolute che controindicazioni relativi.

Per quanto attiene alle controindicazioni assolute, queste riguardano: la presenza di neoplasie e di tromboflebiti dove si dovrebbero applicare le onde d’urto; lo stato di gravidanza; la presenza di organi cavi (come ad esempio intestino e polmone) nel campo di applicazione; la presenza di strutture delicate e sensibili, come encefalo, midollo spinale e gonadi nel campo di applicazione

Per quanto attiene, invece, alle controindicazioni relative, queste riguardano: la presenza di Pace Maker o elettrostimolatori di diversa origine; la vicinanza di cartilagini ancora in fase di accrescimento (anche se non vi è una vera e propria controindicazione considerando che gli ultimi studi hanno dimostrato che vi è l’assenza di effetti lesivi); la presenza di malattie o di alterazioni della coagulazione del sangue (coagulopatie con tendenza al sanguinamento): in tali casi, il medico valuterà per ogni singolo paziente l’idoneità o meno al trattamento, ed eventualmente anche il tipo di strumentazione da utilizzare.

 

Come avviene una seduta di terapia con le onde d’urto?

In maniera davvero molto semplice, l’operatore appoggia il manipolo sulla parte del corpo dov’è stato riscontrato il problema e, con un apposito pedale, libera l’onda d’urto. Molti pazienti arrivano al centro con la paura di percepire dolore durante la terapia ed il nostro primo obiettivo è quello di tranquillizzarli perché con i macchinari di ultimissima generazione il problema di una terapia più fastidiosa è solo un retaggio del passato. Effettivamente, fino a qualche tempo fa, i vecchi macchinari di terapia strumentale erano molto dolorosi anche se il paziente riusciva, nella quasi totalità dei casi, a terminare la seduta solo perché di breve durata. Oggi gli strumenti hanno fatto passi da gigante ed il mercato ci offre macchinari sempre più all’avanguardia, con i quali si effettua una terapia in maniera indolore.

 

Quali sono, quindi, i vantaggi di un trattamento con le onde d’urto?

Per prima cosa, ci tengo a sottolinearlo ancora, rappresenta un vantaggio il fatto che la seduta sia totalmente indolore. Inoltre, questa viene eseguita in ambulatorio fisioterapico e non necessita di alcuna anestesia. Infine il trattamento dura pochi minuti ed il numero delle applicazioni è limitato (da 3 a 5 sedute ripetibili) a seconda delle indicazioni dello specialista.

 

Un trattamento con le onde d’urto può rappresentare una valida alternativa all’intervento chirurgico?

Si, sia per i disturbi della consolidazione ossea che per alcune patologie dei tendini, il trattamento con onde d’urto può risparmiare al paziente un eventuale intervento chirurgico. Ad ogni modo questo non preclude, qualora necessario, la possibilità di sottoporvisi.

 

Le onde d’urto possono essere anche associate ad altre terapie?

Si, certo. La combinazione delle onde d’urto con altre tipologie di terapie strumentali oltre che con l’esercizio riabilitativo, di tipo terapeutico, può rappresentare la strada giusta per risolvere determinate patologie. Inoltre, sembrerebbe efficace anche la combinazione con l’assunzione di eventuali nutraceutici (ossia di integratori alimentari). Il trattamento con le onde d’urto non interferisce assolutamente con altri tipi di terapia.

 

Cosa significa per lei e per il Suo e per la MedicFisio Center disporre dei migliori macchinari di terapia strumentale presenti sul mercato?

Il nostro centro, presente da quasi 12 anni a Busto Arsizio, in provincia di Varese, offre al paziente un servizio sanitario completo, sia a livello di terapia fisica che di prestazioni specialistiche di base, di elevata qualità e specializzazione. Per tale motivo, disporre dei migliori macchinari di terapia strumentale significa poter offrire al paziente un servizio terapeutico di grande efficacia, consentendogli un recupero più veloce. Questo avviene, com’è assodato, sia nel caso delle onde d’urto ma anche nel caso della tecarterapia e della laserterapia.

 

Ciò Le impone un frequente turnover dei macchinari di terapia strumentale presenti al centro, non è così?

Si, certo. Per farle un esempio, nella nostra struttura le onde d’urto vengono generate con la precisione e la qualità di un prodotto svizzero: il NUOVO SWISS DOLORCLASS MASTER by EMS (https://www.ems-dolorclast.com/it) che nasce per applicare il metodo Swiss DolorClast®, attualmente la terapia con onde d’urto più sicura e meglio documentata. E’ un metodo all’avanguardia che si basa sull’uso di singole onde di pressione acustica, le onde d’urto per l’appunto, che vengono convogliate in un piccola area e sono finalizzate al trattamento della singola patologia

 

Quali benefici si ottengono con l’utilizzo del NUOVO SWISS DOLORCLASS MASTER by EMS?

I benefici che si possono ottenere sono davvero tanti. Un sola seduta, rilasciando delle sollecitazioni meccaniche ai tessuti lesi, può essere in grado di attivare:

*un immediato sollievo dal dolore,

*un’azione antinfiammatoria,

*un’azione decontratturante,

*un’azione drenante,

*un’zione antalgico/sedativa,

*un’azione di rigenerazione tessutale,

*un aumento del metabolismo,

*un effetto di rivascolarizzazione,

*il recupero del tono muscolare.

 

Cosa si sente di dire a chi deve sottoporsi a questa tipologia di terapie?

Di essere tranquilli perché la terapia, come detto, è assolutamente indolore e di affidarsi a centri che offrono al paziente servizi terapeutici di elevata qualità e specializzazione. Meglio non risparmiare quando c’è di mezzo la salute, ciò potrebbe tradursi in servizi prestati da personale non propriamente qualificato e con macchinari di terapia strumentale non all’avanguardia: meglio non risparmiare quando c’è di mezzo la salute!

La MedicFisio Center di Busto Arsizio, in provincia di Varese, si trova in Via XXIV Maggio, 4 ed è una struttura sanitaria di eccellenza in termini di tempestività, professionalità ed appropriatezza delle prestazioni offerte.

 

Come si possono ricevere maggiori informazioni o prenotare una visita specialistica?

Si può visitare il nostro sito che è www.medicfisiocenter.it, contattare il nostro centralino al numero 0331 342392, scrivere al nostro indirizzo e-mail sede@medicfisiocenter.it o seguire i nostri profili Instagram e Facebook @medicfisiocenter.

 

 

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